SIAMO UNA COMUNITÀ MARIANA

bannercmariana

Ho iniziato questa avventura sulla collina di Saluzzo, in una villa abbandonata bisognosa di grossi restauri. Non avevo nessuna sicurezza umana, ma con gli occhi della fede vedevo già tutto quello che esiste oggi: tanta speranza, gioia e vita. Ricordo che tra rovi e macerie, al nostro arrivo, il mio sguardo ha incrociato una Madonnina posta sullo stipite della porta di entrata: vedere che Maria era già lì, in questo Cenacolo che iniziava, ad attenderci, ad accoglierci e a confermare quello che avevamo nel cuore, mi ha fatto esultare di gioia! Trascorsi i primi giorni, cercavo un nome da dare alla Comunità. Io volevo per forza che ci fosse qualcosa che c’entrasse con la Madonna.

art1In quel tempo c’era con noi, per un breve periodo, un sacerdote che era venuto a vivere un po’ con i nostri giovani. Lui ha lanciato questo nome: “Cenacolo”. Io l’ho accettato perché i consigli che mi davano li accoglievo e poi facevo quello che voleva il Signore.

Ho subito pensato alla Chiesa, agli Apostoli radunati con Maria nel Cenacolo, chiusi e pieni di paura dopo la morte di Gesù. Ma poi Maria li raccoglie, li fa pregare e arriva l’“ora” dello Spirito Santo che scende, e loro si trasformano in testimoni coraggiosi.

Quella porta, prima chiusa per la paura, ora si spalanca al coraggio e alla gioia della testimonianza. Allora l’abbiamo chiamata Comunità Cenacolo.

Per questo noi ci affidiamo alla Madonna, abbiamo una Madre, non siamo orfani, soli. Il Rosario è la prima preghiera che viene recitata al mattino in tutte le Comunità sparse nel mondo, e allora preghiamo con Maria anche nelle nostre case per vivere la risurrezione quotidiana che sperimentiamo al Cenacolo!

ART3Il Rosario è un grandioso dono di Dio all’umanità, perché attraverso questa corona otteniamo delle grazie straordinarie. Per qualcuno è una preghiera vecchia, è monotona, ma noi possiamo testimoniarvi che ha un’efficacia vera di guarigione, di liberazione, di pace, di riconciliazione.

Perché in Comunità ne recitiamo uno al mattino presto, uno al pomeriggio e uno alla sera? Proprio perché deve scandire l’aurora, il pomeriggio e il tramonto della vita: l’intera nostra esistenza.

L’alba di ogni giorno è l’inizio della nostra storia, per questo fissiamo lo sguardo sulla nascita di Gesù, lo incontriamo attraverso il sì di Maria, perché anche la nostra vita rinasca, ricominci ogni giorno da Lui, dica di “sì” al suo progetto d’amore su di noi oggi.

Poi c’è il primo pomeriggio, l’adolescenza, che è spesso l’età più problematica, che ricerca i perché più profondi. Quando hai dodici, tredici, quattordici anni inizi a vedere i difetti dei genitori, la scuola ti sta stretta, le differenze tra i ricchi e i poveri ti fanno soffrire, non sai dove schierarti, soffri una lotta pazzesca con i sentimenti, a volte un conflitto forte con te stesso e con tutto ciò che ti circonda.

È un momento per il quale noi educatori non siamo mai abbastanza preparati per dare delle risposte vere e convincenti alle domande profonde che i giovani ci pongono con le loro contestazioni. Per questo nel primo pomeriggio, che è l’adolescenza, quando tante risposte non ti sono state date, preghiamo i misteri dolorosi perché la passione di Gesù guarisca le ferite, i ricordi negativi, i giudizi violenti e rabbiosi che a quell’età hanno provocato in noi le false ribellioni sulle strade del male.

Viene poi il momento della sera. Recitare il terzo Rosario è già precedere gli anni della stanchezza, della vecchiaia, della malattia, del tramonto della vita. Con il Rosario in mano non ti scoraggerai, avrai una pienezza, una chiarezza di mente e una libertà nel cuore straordinaria.

Contemplando la Risurrezione di Cristo prepari il tuo cuore all’incontro definitivo con Lui, scopri che il dolore partorisce una vita nuova, che la vera realtà che ti attende è il cielo. Io mi sto preparando a questi anni, veramente ci tengo ad arrivare con la luce nella mente, la gioia nel cuore, una speranza viva, un coraggio sempre attuale.

ART0Lasciamo quindi abbracciare l’intera giornata della vita da questa dolcissima corona che, attraverso il cuore di Maria, depone la nostra storia nella vita di Cristo e la sua vita nel nostro quotidiano. Il Rosario è la preghiera degli ultimi, dei poveri, dei semplici; per questo è la preghiera di Maria, semplice ed umile, ma forte e potente agli occhi di Dio.

Ripetiamo in noi le parole di Elisabetta. Quando diciamo: «Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù», noi vediamo la Madonna incinta, noi incontriamo quel Frutto benedetto che viene, che si lascia mettere in una mangiatoia, che ci nutre, che ci libera da tutte le nostre paure e da tutto quello che non ci piace di noi.

Guardiamo a quella piccola donna che tutti vorrebbero incontrare. Proprio perché è piccola e debole, ha un cuore grande come l’umanità. Preghiamo la Madonna pensando ad un cuore che batte per il mondo intero. Affidiamoci a Maria nostra Madre nella disposizione dei piccoli, perché anche noi, riabbracciando la nostra vita, riusciremo ad accoglierla come il “frutto benedetto” di un grembo immacolato: quello dell’Amore misericordioso di Dio per noi.

Madre Elvira

NELLE TERRE DI MARIA

PREGA IL SANTO ROSARIO