
Con tanta gioia ci ritroviamo insieme per camminare in questo mese missionario e mariano per scoprire la bellezza di Dio che trasforma i nostri cuori e li rende strumento per compiere qualcosa di bello nel Suo nome per il bene di tutti.
Abbiamo pensato in questo mese di ottobre di camminare in comunione con la Chiesa dato che quest’anno ricorrono i cento anni dall’istituzione della Giornata Missionaria Mondiale operata da Papa Pio XI.
Nel Messaggio del Santo Padre per la 100ª Giornata Missionaria Mondiale, che si celebrerà il 18 ottobre 2026, Papa Leone XIV ha scelto come tema: “Uno in Cristo, uniti nella missione” e ci dice: “Desidero esortare tutta la Chiesa a proseguire con gioia e zelo nello Spirito Santo il cammino missionario, che richiede cuori unificati in Cristo, comunità riconciliate e, in tutti, disponibilità a collaborare con generosità e fiducia.”
Il Papa ci invita a riflettere sul nostro essere Uno in Cristo e uniti nella missione sviluppando tre punti, sui quali anche noi ci soffermeremo nel cammino che vi proponiamo (testo tratto dal sito www.vatican.va. Per leggere il testo integrale del Messaggio del Santo Padre Papa Leone IVX clicca qui.)
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Uno in Cristo. Discepoli-missionari uniti in Lui e con i fratelli e le sorelle
Al centro della missione c’è il mistero dellʼunione con Cristo. Prima della sua Passione, Gesù ha pregato il Padre: «Perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anchʼessi in noi» (Gv 17,21). In queste parole si svela il desiderio più profondo del Signore Gesù e, al tempo stesso, lʼidentità della Chiesa, comunità dei suoi discepoli…L’essere cristiani è una vita in unione con Cristo, nella quale siamo resi partecipi della relazione filiale che Egli vive con il Padre nello Spirito Santo.
Per questo la prima responsabilità missionaria della Chiesa è rinnovare e mantenere viva lʼunità spirituale e fraterna fra i suoi membri. La missione evangelizzatrice, che Cristo ha affidato ai discepoli, richiede anzitutto cuori riconciliati e desiderosi di comunione.
2. Uniti nella missione. Perché il mondo creda in Cristo Signore
Lʼunità dei discepoli non è fine a sé stessa: è ordinata alla missione. È nella testimonianza di una comunità riconciliata, fraterna e solidale che lʼannuncio del Vangelo trova la sua piena forza comunicativa. In questa prospettiva, merita di essere ricordato il motto del Beato Paolo Manna: «Tutta la Chiesa per la conversione di tutto il mondo». Nessun battezzato, infatti, è estraneo o indifferente alla missione: tutti, ciascuno secondo la propria vocazione e condizione di vita, partecipano alla grande opera che Cristo affida alla sua Chiesa. Essere uniti nella missione significa custodire e alimentare la spiritualità di comunione e collaborazione missionaria. Questa spiritualità costituisce la forma quotidiana del discepolato missionario.
Lʼunità missionaria, ovviamente, non va intesa come uniformità, ma come convergenza dei diversi carismi per lo stesso scopo: rendere visibile lʼamore di Cristo e invitare tutti allʼincontro con Lui. Lʼevangelizzazione si realizza quando le comunità locali collaborano tra loro e quando le differenze culturali, spirituali e liturgiche si esprimono pienamente e armonicamente nella stessa fede.
3. Missione dell’amore. Annunciare, vivere e condividere l’amore fedele di Dio
Se lʼunità è la condizione della missione, lʼamore ne è la sostanza. È il Vangelo dellʼamore fedele di Dio, incarnato nel volto e nella vita di Gesù Cristo. La missione dei discepoli e della Chiesa intera è il prolungamento, nello Spirito Santo, di quella di Cristo: una missione che nasce dallʼamore, si vive nellʼamore e conduce allʼamore.
Desidero quindi ringraziare particolarmente i missionari e le missionarie ad gentes di oggi: persone che, come San Francesco Saverio, hanno lasciato la propria terra, la propria famiglia e ogni sicurezza per annunciare il Vangelo, portando Cristo e il suo amore in luoghi spesso difficili, poveri, segnati da conflitti o lontani culturalmente. Continuano a donarsi con gioia malgrado avversità e limiti umani, perché sanno che Cristo stesso con il suo Vangelo è la più grande ricchezza da condividere. Con la loro perseveranza mostrano che lʼamore di Dio è più forte di ogni barriera. Ammirando i missionari e le missionarie, rivolgo un appello speciale alla Chiesa intera: che ci uniamo tutti a loro nella missione evangelizzatrice tramite la testimonianza della vita in Cristo, la preghiera e il contributo per le missioni.
Impegniamoci tutti a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione e i doni ricevuti, alla grande missione evangelizzatrice, che è sempre opera dellʼamore.
Ogni domenica del mese di ottobre proporremo delle letture e dei video delle nostre missioni che, richiamandosi a questo Messaggio del Santo Padre, possono essere spunto per la nostra preghiera e per la nostra riflessione insieme.

Il Santo Padre Papa Leone XIV, poi, nell’Angelus di domenica 27 settembre 2026 presso il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, ha rivolto questo appello a tutti noi per il mese di ottobre:
“Vorrei rivolgere un appello che sento forte nell’animo trovandomi in questo luogo. Qui l’Immacolata si è mostrata a santa Bernadette con la corona del Rosario e ha come guidato la sua preghiera. Per questo oggi invito tutti i fedeli e tutte le comunità cristiane a pregare il santo Rosario, durante il prossimo mese di ottobre, con la particolare intenzione che cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto. Accompagniamo la preghiera con atti concreti di penitenza e di misericordia e con l’impegno di favorire sempre il dialogo e la riconciliazione.”
Facciamo nostro questo invito del Santo Padre e la Sua richiesta di recitare in questo mese di ottobre, il Santo Rosario secondo le intenzioni da Lui indicate.
Buon cammino!!!