In Polonia da 25 anni!

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Giezkowo - Polonia, 5-6 Settembre 2026

Festa del 25° anniversario

 

dI preparativi per la Festa dei 25 anni della Fraternità “Maria Immacolata” a Giezkowo, prima casa della Comunità aperta in Polonia, sono iniziati già nell’inverno dell’anno scorso. L’idea di trasformare il piccolo bosco vicino alla nostra casa in un parco, girava in Casa già da parecchio tempo. Il terreno era completamente invaso da ogni tipo di cespugli e da tempo sapevamo che prima o poi avremmo dovuto metterci mano. Sapevamo anche che, più ci saremmo avvicinati al 25° anniversario, più sarebbero aumentati i lavori da fare. Guardando tutto quello che avevamo in programma di fare per il 25° anniversario, il tempo non era poi così tanto come poteva sembrare! Per questo abbiamo deciso di iniziare molto prima del solito. Già in inverno, quasi un anno prima della festa, abbiamo cominciato a ripulire quella piccola giungla, di circa un ettaro, che da tanto tempo si trovava dall’altra parte del ruscello, all’interno della nostra proprietà.

C’era davvero molto da fare, ma giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, i ragazzi andavano avanti e il terreno acquistava sempre più spazio libero. Quando finalmente abbiamo sistemato tutta la vegetazione del futuro parco, grazie al nostro vicino, che a nostra volta aiutiamo a ripulire i campi che coltiva dalle pietre, è arrivata su di noi una grande Provvidenza… di pietre! Le abbiamo utilizzate per tracciare circa 400 metri di sentieri all’interno del nostro parco. Da quel momento il terreno ha cominciato davvero ad assomigliare a un parco e abbiamo potuto ufficialmente iniziare a chiamarlo così.

aLa festa si stava avvicinando: era tempo di mettere una marcia in più! Dopo la Festa del Grazie, a gennaio nel 2026, i preparativi per la festa della nostra Fraternità hanno cominciato ad allargarsi. Mancavano ormai solo pochi mesi e, come sappiamo, il tempo passa molto velocemente. Così, in primavera, è arrivato il momento di mettere una marcia in più. La Provvidenza di Dio ci ha nuovamente aiutato in un modo che era difficile non notare. Fin dall’inizio sapevamo che il nostro parco non poteva essere completo senza l’illuminazione e la Via Crucis, soprattutto perché da anni avevamo già una stazione pronta sul Calvario, vicino al laghetto.

Grazie ai bassorilievi della Via Crucis che avevamo ricevuto dal Vescovo S.E. Mons. Wacław Grądalski, i ragazzi hanno potuto costruire per ciascuno di essi delle piccole cappelle in legno, delle edicole per contenerle. Proprio nel momento in cui è arrivato il tempo di realizzare l’impianto di illuminazione, è arrivato un papà che fa l’elettricista e che abita a soli 5 chilometri dalla nostra casa. E questo papà ha deciso di aiutarci. Non solo ci ha donato il materiale, ma ha dedicato tantissimo del suo tempo libero per venire da noi dopo il lavoro e aiutarci a fare ciò che nessuno dei ragazzi presenti in casa conosceva bene: installare il quadro elettrico per l’illuminazione, collegare i cavi elettrici e fare tutto il lavoro tecnico necessario.

bIl nostro lavoro è stato scavare più di 500 metri di canaline, interrare i cavi e installare le lampade.Il fatto che le lampade abbiano cominciato a funzionare e che nessuno dei ragazzi sia rimasto fulminato lo dobbiamo proprio a questo papà, che ha portato a termine il nostro lavoro e che negli ultimi mesi prima della festa è stato per noi una grande provvidenza. Mentre alcuni ragazzi scavavano le canaline, altri hanno creato nel parco delle aiuole rocciose e le hanno decorate con i fiori che avevamo ricevuto dai genitori. Nel frattempo è arrivato il momento di ristrutturare gli edifici agricoli. In questi lavori ci hanno dato un grande aiuto i ragazzi della fraternità “Beata Karolina” a Tarnow, che sono venuti da noi per una settimana.

Mentre alcuni fratelli combattevano coraggiosamente con i lavori di ristrutturazione, altri si sono occupati dei sentieri. Abbiamo realizzato ciò che mancava: un nuovo sentiero che porta al Calvario e una piccola rotonda con un lampione all’incrocio dei sentieri.Negli ultimi mesi prima del 25° anniversario abbiamo realizzato decine di lavori diversi, piccoli e grandi: ristrutturazioni, demolizioni, il giardino fiorito, l’orto e, semplicemente, una grande opera di riordino di tutta l’area. Ci abbiamo messo tanto lavoro e tanto cuore. È impossibile raccontare tutto. Ma senza dubbio l’opera più importante – così importante che anche don Hubert è venuto ad aiutarci – è stata la ristrutturazione completa della nostra cappella. O meglio, la sua trasformazione.

cLa nostra cappella, rimasta praticamente invariata per vent’anni, doveva cambiare completamente volto. La responsabilità di questo lavoro era grande, abbiamo chiesto molti consigli e, dopo tante preghiere e discussioni, è nato il nuovo progetto e abbiamo rincominciato anche questi lavori. Per prima cosa sono arrivate le finestre, e il loro montaggio è stata l’unica cosa che non abbiamo fatto con le nostre mani. Una volta montate le finestre, è arrivato il momento del presbiterio. Qui è entrato in gioco don Hubert: sulla parete dietro l’altare, dove un tempo c’era un’immagine suggestiva dai colori scuri, don Hubert, insieme ai ragazzi, ha montato una struttura nella quale è stato realizzato un nuovo tabernacolo e preparato lo spazio per una grande icona di Maria Immacolata con Gesù Bambino. Purtroppo il nostro artista della Comunità, che dovrà dipingerla, non è riuscito ad arrivare prima del 25° anniversario. Così, fino al suo arrivo, abbiamo messo al suo posto un suggestivo manifesto che rappresenta la discesa dello Spirito Santo su Maria e sugli Apostoli nel Cenacolo.Sul pavimento del presbiterio abbiamo messo nuove piastrelle. I ragazzi hanno levigato le pareti, eliminando il vecchio intonaco ruvido, hanno lisciato tutte le pareti e sistemato le imperfezioni, hanno montato nuovi davanzali alle finestre e dipinto i termosifoni. Sopra di essi hanno montato delle mensole che erano sempre mancate nella cappella.

Alla fine sono rimasti da fare soltanto la pittura delle pareti e la posa dei nuovi pannelli di legno. Considerando che a lavorare alla ristrutturazione della cappella siamo stati noi, ragazzi della Comunità, penso che possiamo mostrare con orgoglio la nostra nuova cappella agli ospiti dicendo: «Ecco la stanza più importante della nostra casa».

I ragazzi della fraternità “Maria Immacolata”

 

Leggi le testimonianze dei ragazzi e ragazze sulla festa

Come ho vissuto io i preparativi per il 25° anniversario? Abbiamo iniziato a parlare seriamente della festa in casa già circa sei mesi prima e, con il passare del tempo, se ne parlava sempre di più. Questo tema diventava sempre più spesso un’intenzione delle nostre preghiere e veniva affrontato sempre più frequentemente nelle omelie di don Hubert quando veniva a trovarci, ma anche semplicemente nelle nostre conversazioni. Si sentiva sempre di più che qualcosa si stava avvicinando. Soprattutto perché in casa ci siamo messi a fare letteralmente tutto ciò che c’era da fare e a ristrutturare tutto quello che eravamo in grado di sistemare entro quel momento. Di tanto in tanto mi venivano delle riflessioni più profonde legate a questa festa. Sono già 25 anni…
Tutti quei ragazzi che sono passati da questa casa. Tutti i lavori che hanno fatto. Guardando tutto ciò che oggi stavamo rinnovando, pensavo a quei ragazzi che avevano costruito tutto questo, a quelli che avevano dato inizio a tutto. È stata una buona idea iniziare presto i preparativi per la festa, perché siamo stati letteralmente sommersi da diversi lavori richiesti da sacerdoti amici, amici della nostra casa e dalle suore della zona. Come succede nella nostra casa durante il periodo estivo, quasi ogni giorno eravamo chiamati a lavorare all’esterno. A questo si aggiungevano le testimonianze settimanali, i vari viaggi e gli altri impegni. Bisognava riuscire a mettere insieme tutto. L’ultima settimana prima della festa è stata un periodo molto particolare. Tutto era ormai orientato verso la festa. Sono arrivati da noi fratelli dalle altre case: eravamo più di 40. Ci hanno aiutato a mettere tutto a punto e l’atmosfera in casa era davvero bellissima. Montare le tende, tagliare l’erba, provare i canti e il recital, preparare la cucina…C’era davvero tanto da fare, ma insieme siamo riusciti a portare a termine tutti i preparativi. E, cosa importante, lo abbiamo fatto in una buona atmosfera.La festa l’ho vissuta bene. Non solo come la festa della Comunità, ma anche come la mia festa, perché mi sento parte di essa. È stato bellissimo rivedere tanti volti conosciuti: ragazzi e ragazze delle altre case, genitori, ex ragazzi, ospiti arrivati da altri Paesi. È stato bello vivere insieme tutti i momenti di preghiera, le catechesi, i video e il recital. È bello vivere momenti così e sperimentare ancora una volta che la Comunità è qualcosa di più di venti ragazzi chiusi in una casa e della nostra quotidianità. In realtà è stato un momento nel quale bisognava dare qualcosa di sé e mettersi al servizio degli altri. Ma, allo stesso tempo, ho ricaricato le batterie – non fisicamente, ma spiritualmente.

Pawel

Durante il 25° anniversario ho vissuto tantissime emozioni, ma anche tanti momenti di crescita. Per due mesi abbiamo preparato uno spettacolo sulla storia del Figliol Prodigo. Durante quei due mesi pensavo che ce l’avrei fatta e che non fosse poi una cosa così importante. Ma quando sono salito sul palco e ho visto quante persone mi stavano guardando, ho dovuto superare dentro di me molte paure che portavo dentro da tanto tempo. Anche i gesti e i movimenti che facevamo durante lo spettacolo sono stati per me qualcosa di incredibile. Vedere tutta quella sala piena di persone, giovani e meno giovani, che ballavano e si divertivano insieme è stato qualcosa di veramente speciale.Dopo quel momento mi sono aperto e, pieno di gioia, ho iniziato a ballare senza preoccuparmi delle mie paranoie e di come gli altri mi vedessero.È venuta a trovarmi anche la mia famiglia: mia mamma, mio papà e mia sorella minore. Quando ho visto la gioia di mia sorella nel vedermi ballare e ridere, questo mi ha dato tanta motivazione per continuare a lottare per me stesso. Non avrei mai pensato che si potesse essere così felici attraverso cose semplici, proprio come quelle che ho potuto vivere durante questo 25° anniversario.

Mikołaj

Nei giorni 5 e 6 settembre la Comunità Cenacolo ha celebrato il venticinquesimo anniversario della sua presenza in Polonia.Il periodo di preparazione a questa festa è stato molto impegnativo per tutti. Io personalmente ho vissuto questo momento molto intensamente. Preparare il coro insieme ai fratelli e alle sorelle, così come aiutare i fratelli di Giezkowo nei diversi lavori, è stato un tempo di grande impegno e sacrificio, di prove di pazienza e anche di superamento delle mie debolezze.Tutto questo mi ha dato anche la possibilità di costruire e rafforzare nuove relazioni. Ho provato una grande gioia nel vedere, durante la festa, i frutti di tutti i nostri sforzi. La preparazione del coro, lo spettacolo sul Figliol Prodigo e la casa di Giezkowo preparata così bene, proprio dove venticinque anni fa è iniziata l’avventura della Comunità in Polonia, mi hanno mostrato quanto sia grande il dono che ho ricevuto da Dio entrando nel Cenacolo. Anche l’incontro con la mia famiglia è stato per me un’esperienza molto forte, soprattutto l’arrivo di mia nipote, con la quale sto ricostruendo una relazione che era stata profondamente ferita dalla mia vita precedente. Ci sono state lacrime, risate e perdono. Grazie, Gesù, per tutto ciò che ho potuto vivere, per ogni movimento del mio cuore e per ogni momento di amicizia.

Wojciech

Ringrazio di cuore la Comunità per avermi dato la possibilità di partecipare allo spettacolo sul Figliol Prodigo, presentato in occasione del 25° anniversario della Comunità Cenacolo in Polonia.Insieme ai fratelli, per tre mesi ci siamo preparati a questo evento. Ora, ripensando a come sono state le prime prove, mi rendo conto di quanti frutti tutto questo abbia portato a ciascuno di noi. Per molto tempo ho pregato per ricevere il dono della libertà e, alcuni mesi dopo, le sorelle mi hanno detto che avrei partecipato allo spettacolo. Attraverso le diverse situazioni che ho vissuto, vedo come Dio mi dà la possibilità di cambiare.Durante la prima prova abbiamo guardato insieme il Figliol Prodigo rappresentato durante la Festa della Vita alcuni anni fa. Questo mi ha aiutato a comprendere meglio e ad entrare maggiormente nel mio ruolo. Nel recital mi sono ritrovata nel ruolo del figlio maggiore, perché a casa siamo in tre e per molto tempo ho pensato di essere io quella migliore e di non avere bisogno di aiuto. Ma questa era una maschera. Nella Comunità ho scoperto ancora di più chi sono e qui posso guarire le ferite del passato.Per me, all’inizio, le prove sono state difficili, perché durante i balli non mi sentivo a mio agio e avevo dentro di me molta paura. Ma grazie alla preghiera e ai dialoghi con le sorelle mi è stato più facile andare avanti e superare le difficoltà. Siamo arrivati a Giezkowo una settimana prima, per fare le prove con la musica e i costumi. È stato un periodo intenso, perché provavamo diverse volte al giorno, ma questo mi ha aiutato molto a sentirmi più sicura di me stessa e più tranquilla. Prima della nostra ultima prova, insieme ai fratelli, abbiamo fatto un momento di condivisione in cappella. Questo ci ha dato la possibilità di condividere ciò che stavamo vivendo durante questo periodo di prove e di chiedere perdono per ciò che avevamo nel cuore.Sono molto grata di aver potuto vivere questo momento, perché mi ha aiutato ad avere un atteggiamento più positivo verso me stessa e verso gli altri. Ho sentito che siamo davvero una sola e grande famiglia. La festa è stata bellissima. Mi ha toccato vedere quante persone siano venute per ringraziare Dio per tante vite risorte.Sono stata molto felice che sia venuto mio papà e che la nostra relazione stia cambiando in meglio. Vedo quanti miracoli compie Dio e posso sperimentarlo attraverso la preghiera e la fiducia in Lui. Ringrazio Dio e la Comunità perché hanno salvato la mia vita, la vita della mia famiglia e quella di tante famiglie in tutto il mondo.

Christy

 

La festa del 25° anniversario della Comunità in Polonia è trascorsa in un’atmosfera semplice, gioiosa e familiare. È stato bello ascoltare le condivisioni sulle origini della Comunità da parte dei “Figli del Cenacolo”, che sono passati attraverso le case in Polonia.Per me, i preparativi per la festa sono stati un’occasione per confrontarmi con situazioni nuove che mi hanno aiutato a crescere, soprattutto durante la preparazione dello spettacolo sul Figliol Prodigo, dove si potevano vedere tanta fatica e tanto sacrificio da parte dei fratelli e delle sorelle. Questo evento ha portato tanta verità e misericordia. Ho imparato a superare le mie paure, a non cercare la giustizia secondo i miei criteri, ma a riconoscere il bene e la misericordia di Dio che ho sperimentato io e che hanno sperimentato anche gli altri.Da tutto questo posso imparare come amare e come perdonare.

Mária

 

GUARDA IL VIDEO DELLA CANZONE CHE HANNO SCRITTO I RAGAZZI E LE RAGAZZE

DELLE FRATERNITA' DELLA POLONIA PER I 25 ANNI!

 

25 ANNI A GIEZKOWO

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