Lourdes, pellegrinaggio dei genitori!

Lourdes, 6-10 giugno 2026

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aDal 6 al 10 giugno 2026, il pellegrinaggio dei genitori della Comunità Cenacolo a Lourdes si è snodato in un cammino semplice e profondo, accompagnato da don Beppe, don Michel e don Massimo Rigoni, in collaborazione con don Nazaire, cappellano dell’ospedale di Savigliano.

Il cammino è stato reso ancora più vivo dalla presenza di alcuni ragazzi, figli e figlie di genitori in pellegrinaggio, che hanno condiviso ogni passo, preghiera e silenzio, in un’esperienza capace di unire generazioni diverse in un unico respiro spirituale e umano.

Il primo giorno a Lourdes, davanti alla solenne Messa internazionale, la meraviglia ha aperto gli occhi e il cuore di tutti, genitori, amici e ragazzi e ragazze della Comunità: una celebrazione grandiosa, per lingue, volti e canti, che ha fatto comprendere quanto il mondo cattolico sia ricco di storia, di valori e di popolo, un fiume che attraversa il tempo e nel quale ciascuno si è riconosciuto, piccolo ma non solo, parte di una corrente viva dentro cui anche la propria storia trova posto.

Il secondo giorno, nella Fraternità “Vergine della Divina Provvidenza”, abbiamo ascoltato don Nicola, cappellano del Santuario di Lourdes, che si è fatto portavoce di un messaggio che cambia lo sguardo: «Ave, piena di grazia, il Signore è con te», non è solo l’inizio di una preghiera o un semplice saluto. È il contenuto di un insegnamento profondo: Dio dona a ciascuno valore e dignità prima ancora che facciamo qualcosa per meritarlo. È un dono gratuito. Proprio in quel “piena di grazia” è racchiuso tutto questo: dentro ognuno di noi ci sono valori, capacità e bellezza che non vengono da noi, ma sono donati da Dio e custoditi nel nostro cuore.

bMaria accoglie questo messaggio con semplicità, lo stesso fa Bernadette: è fragile e povera, ma ha un cuore libero e riesce a vedere ciò che altri non vedono.
Questo ci fa capire che Dio non sceglie i più forti, ma chi è disponibile ad ascoltare. Non si impone, ma invita ciascuno a rispondere liberamente. Ed è proprio in questo incontro che qualcosa cambia: quando una persona si sente guardata con rispetto e amore, nasce dentro di lei una forza nuova. Una guarigione silenziosa che cambia il modo di vedere sé stessi e gli altri.

Il terzo giorno, durante la Via Crucis vissuta tra canti e passi condivisi, il cammino si è fatto ancora più interiore e le testimonianze dei genitori si sono intrecciate come un unico racconto fatto di gratitudine e stupore: c’è chi è partito per ringraziare e ha scoperto una missione, chi ha lasciato un peso ai piedi della croce, chi ha riaperto il cuore alla fede e alla speranza.

Nel pomeriggio la partecipazione al Cammino di Grazia con Maria- percorso guidato da suor Carmen, suora francescana a servizio del Santuario di Lourdes - ha saputo rafforzare e rendere viva l’esperienza del messaggio donato da don Nicola. Tutto il gruppo, composto da oltre cento persone, ha partecipato al gesto dell’acqua, ripercorrendo e simulando i gesti di Bernadette quando beve e si lava con l’acqua della sorgente.
In più è tornata forte l’immagine della piccola che scava nella roccia per trovare l’acqua limpida, un invito per tutti a fare lo stesso dentro di sé, a perseverare, a non fermarsi alla superficie, a cercare nel profondo quella sorgente che non si esaurisce. Abbiamo compreso che la sorgente della grotta di Massabielle non è solo un’immagine, ma una realtà concreta, nascosta ma viva dentro ciascuno, coperta da paure, giudizi, ferite e abitudini, ma pronta a emergere se si ha il coraggio di scavare con pazienza, togliendo ciò che appesantisce per lasciare spazio a quella bontà originaria che attende solo di essere liberata.

cNei giorni trascorsi a Lourdes ogni gesto, dalla sosta alla grotta al contatto con la pietra liscia consumata dalla preghiera, dall’acqua bevuta con fede, agli incontri pieni di umanità, ha continuato a riportare ciascuno a questo movimento interiore: qualcuno ha chiesto silenzio e ha trovato relazioni nuove, qualcuno è arrivato con ferite aperte e ha ritrovato fiducia, qualcuno ha sentito allargarsi la propria maternità fino ad abbracciare altri figli, qualcuno ha ricevuto molto più di quanto aveva immaginato, e in tutto questo è emersa la certezza che il divino passa attraverso l’umano, attraverso gli incontri e attraverso gli sguardi che accolgono e guariscono.

Così, quando il pellegrinaggio giunge al termine, nessuno ha davvero la sensazione di aver finito qualcosa, ma piuttosto di essere all’inizio, perché la domanda resta viva e accompagna ciascuno nel ritorno a casa: siamo disposti a scavare ogni giorno, a lasciare emergere l’acqua pura che è in noi, a credere di essere davvero pieni di grazia, oppure continueremo a coprirla con ciò che pesa?

Grazie a tutti i pellegrini e a tutte le pellegrine per l’esperienza condivisa.
Un ringraziamento speciale va a Madre Elvira, che ha lottato con forza e amore perché ciascuno di noi potesse convertire il proprio cuore e accompagnare i propri figli sulla strada della salvezza.

Grazie anche alla Comunità Cenacolo.

I genitori del pellegrinaggio.

PELLEGRINAGGIO A LOURDES

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