genesioAbbiamo scoperto piano piano che i problemi familiari legati a nostro figlio e vissuti negli anni attraverso penose difficoltà, nell’impotenza e nella vergogna, erano comuni a tante altre famiglie, papà e mamme come noi che, dopo sofferenze e prove di ogni tipo, sono approdati allo stesso “porto sicuro”. Non è stato facile da principio, ma gradualmente nel condividere gli stessi drammi - in particolare attraverso le testimonianze di chi si era risollevato ed aveva intrapreso un nuovo cammino di speranza - i visi estranei sono diventati familiari, volti di amici che si potevano finalmente abbracciare. Così tra un incontro e l’altro, preghiere, testimonianze, pellegrinaggi e momenti di festa ti ritrovi a condividere le vicissitudini quotidiane, in questa particolarissima e variopinta famiglia allargata. Se fosse solo così la Comunità Cenacolo, non sarebbe tanto differente da un club, da una qualche associazione a carattere religioso, o poco più. Ma non è così, e tutti noi lo sappiamo bene e possiamo testimoniare che è una grande famiglia animata e sostenuta dallo Spirito Santo attraverso le opere e il magistero di Madre Elvira. Un Cenacolo corroborato dall’indefesso impegno pastorale dei sacerdoti, consacrate, sorelle, ragazzi disseminati nelle fraternità di ogni parte del mondo, saldamente legati dall’amorevole fratellanza di tante famiglie che, quando per gli accadimenti vari della vita ti ritrovi nelle difficoltà, ti si fanno vicini, ti sostengono, si fanno prossimi in un caritatevole, unico abbraccio. Così è stato per noi in questo particolare momento di malattia, che ha preso entrambi in forma più o meno aggressiva. Una congiuntura in cui anche i medici erano impreparati nel consigliare terapie e protocolli di cura. Quando abbiamo deciso il ricovero in ospedale di Genesio, la Comunità ci ha sostenuto amorevolmente in ogni modo, infondendo coraggio e speranza, quel coraggio e quella speranza che provengono dalla preghiera e dalla fede profonda. Se sei nel buio e nella tristezza, come tante volte è capitato in altre situazioni, basta una voce, una telefonata per sentire la vicinanza di tanti fratelli e sorelle, che ringraziamo.

Per me, Genesio, sono stati dei giorni molto particolari. Ho sentito vicinissimi tutti, la Comunità a Saluzzo, gli amici del Gruppo Genitori di Monza. Non riuscivo neanche a terminare un’Ave Maria ma si vede
che le preghiere che non recitavo io, le recitava qualcun altro; le recitava, sicuramente, mia moglie e gli amici della Comunità, che mi stavano vicinissimi. Così, diciamo grazie di cuore ai sacerdoti e alle madri che quotidianamente hanno portato Dio nelle nostre case, infondendo il Suo amore incondizionato. Così, questo fortissimo legame di comunione, nell’avvertire che un dolore è un dolore per tutti, come una gioia è condivisa allo stesso modo, ha rafforzato quei legami di fraternità e di vera amicizia che ci hanno unito e ci uniranno sempre. Grazie.

mamma Gabriella e papà Genesio