pedro esterSiamo i genitori di Pedro, “figlio della Comunità” e ormai tornato a casa da due anni e dieci mesi: non possiamo che ringraziare profondamente Dio e la fede di Madre Elvira per averci accolti in questa grande famiglia dove questi nostri figli, che vengono da un “inferno”, sperimentano nelle loro vite la luce che li porta a conoscere la Verità e la Salvezza. Questo cammino accoglie e coinvolge anche le famiglie, e così ci siamo sentiti anche noi quando nostro figlio è entrato a Cornudella, in Spagna. Eravamo anche noi bisognosi di un profondo cambiamento, di una vera conversione. Io, Esther, posso dire che ho visto il cambiamento in mio marito che, pur non essendo mai stato eccessivamente “religioso”, ha iniziato a ringraziare Dio e a sforzarsi, a modo suo, di cambiare nei limiti delle sue possibilità. Ho sperimentato una risurrezione molto particolare e una riconciliazione profonda con mio marito, guarendo le ferite del nostro passato e ritrovando la pace in famiglia. Si è risvegliata nella mia anima la gratitudine per tanta misericordia ricevuta, nonostante tanto peccato. Tutta la sofferenza che abbiamo vissuto come genitori ci faceva cadere nella disperazione, nella rabbia. Come coppia, remavamo ciascuno dalla sua parte e i nostri sforzi erano inutili. Il dolore mi ha fatto cadere in ginocchio e mi ha obbligato a chiedere aiuto al cielo e, in quel santo abbandono, ho lasciato che il Signore
ci aiutasse. Subito dopo abbiamo sentito parlare della Comunità e pochi mesi dopo il Cenacolo è entrato nella nostra vita come il dono più grande che abbiamo ricevuto senza meriti, poiché siamo peccatori e piccoli, ma immensamente felici di avere un Padre così buono. I nostri tempi sono diversi da quelli del Signore e il cammino non è stato facile. Dopo aver toccato il fondo, nostro figlio Pedro ci ha chiesto aiuto per la prima volta e l’unico posto dove potevano accoglierlo era la Comunità Cenacolo. A causa di circostanze familiari, ho dovuto stare lontano da casa con mio figlio per tre mesi, finché non è entrato. Abbiamo vissuto la mano della Provvidenza nell’essere accolti e aiutati da altri genitori e sono diventata il suo primo “angelo custode”. Giorno e notte ero con lui per paura che scappasse o si mettesse nei guai prima di entrare. È stato difficile stare lontano dalla famiglia, ancora di più perché coincideva con le feste di Natale, ma allo stesso tempo come madre ho sentito una grande gratitudine per l’opportunità di stare al suo fianco, visto che negli ultimi anni era sempre molto lontano e lo vedevo a malapena per pochi minuti al giorno. Oggi nella nostra vita continuiamo a sperimentare i frutti della Risurrezione e della Divina Misericordia, sapendo che accanto a noi abbiamo la famiglia della Comunità che ci aiuta a non voltarci indietro ma ad andare avanti, senza fermarci. Abbiamo il desiderio di poter aiutare altre famiglie con la nostra testimonianza. Con Dio c’è sempre speranza! Grazie a tutti voi che rendete possibile questo miracolo!
papà Pedro e mamma Esther