Giovanni

 

giovanniInizio dicendovi che i miracoli esistono! Sono qui a condividervi che è un miracolo che sono vivo! Mi chiamo Giovanni, ho trentaquattro anni e vengo da una bella città, Napoli. Quando Dio ha pensato a me, ha fatto sì che avessi una famiglia favolosa: una madre, un padre e una sorella che hanno sempre avuto amore per me, avevano la fede e credevano nella preghiera. Mio padre e mia madre, sempre pronti a fare sacrifici, non ricordo di averli mai visti litigare. Da piccolo sono stato tanto coccolato perché sono nato con un problema alla guancia che mi ha portato a fare una serie di interventi sin dall’età di due anni. Così ho iniziato a portare già da bambino piccoli frammenti di Croce, sempre sostenuta dalla presenza, dalla tenerezza e dall’amore dei miei genitori. Sono cresciuto con un po’ di rabbia e ansia, dovute a questo problema di salute. La scuola non è mai stata la mia passione e così, nel periodo dell’adolescenza, ho preferito lavorare, anche per aiutare in casa, visto che quando avevo dodici anni, nel pieno dei miei problemi di salute e nei passaggi da un ospedale a un altro, mio padre è andato in cielo. Ho vissuto un forte trauma: avevo paura di restare solo perché lui era quello che si interessava di più al mio problema. Mia mamma, molto giovane, è stata una donna forte e in quel periodo difficile si è rimboccata le maniche, portando avanti la famiglia e
facendoci anche da padre. A sedici anni ho iniziato a trascurare la mia salute e mi sono buttato a capofitto nel lavoro, dove trovavo soddisfazione. Volevo tutto e subito: soldi, divertimento, viaggi e moto. Facevo quello che volevo, avevo tante amicizie e le notti diventavano giorni. Lì ho incontrato la droga che è stata la mia “compagna” fino al mio arrivo al Cenacolo. Dicevo tante bugie, rubavo e vendevo l’oro di casa. Avevo perso ogni dignità. In questi lunghi undici anni a volte mi rivolgevo a Dio, ma lo cercavo solo quando ero disperato, dando a Lui la colpa di tutto quello che non andava nella mia vita. Dopo che la mia fidanzata mi ha lasciato, pieno di debiti, ho iniziato a perdere tutti gli altri affetti: gli amici, la fiducia di mia madre… e lì decisi di chiudere del tutto con Dio, cadendo sempre più in basso. La droga era rimasta l’unica mia “amica”. 

A ventinove anni una mia cugina mi parlò di Medjugorje e della Comunità Cenacolo, così iniziai i colloqui. Pur non conoscendo nulla di Dio e della preghiera, pensai: “È il posto per me”. La cosa che mi colpì fu l’accoglienza e la gioia dei ragazzi. Guardandoli negli occhi trovai la volontà di fare quel passo in avanti per dare una svolta alla mia vita. Dopo poche ore dal mio ingresso, il ragazzo che stava con me, il mio “angelo custode”, mi portò a vedere la cappella… lì scoppiai a piangere e già mi sentii diverso. Così decisi di dire basta alle bugie, alle falsità, alla vecchia vita, alla droga. Dopo appena quattro mesi dal mio ingresso anche mia mamma è andata in cielo e lì, da subito, ho potuto toccare con mano quanto il dono della fede sia grande trovando la forza di andare avanti. Pregando davanti a Gesù Eucaristia, lì in ginocchio davanti a Lui, ho rivisto tutto il mio passato con una luce nuova e sono riuscito a perdonare me stesso. L’incontro con Gesù mi fa vivere le giornate diversamente e con più speranza. Ora sono consapevole che la mia vita è la Comunità! Vivo l’amicizia vera e sento che un giorno, se Dio vorrà, potrò essere un buon papà. Ringrazio chi mi ha accolto, ma soprattutto Madre Elvira, che ha avuto fiducia in noi quando eravamo a pezzi. Ringrazio per ciò che sta continuando a fare oggi abbracciando la sua Croce.