GIUBILEO DELLE FAMIGLIE

Roma, 23-26 agosto 2025

Nell’incontro delle famiglie della Comunità a Roma, parallelamente al programma dei genitori, i figli delle nostre coppie sono stati animati e accompagnati da gruppi di ragazzi e ragazze della Comunità, fratel Louis e dalle suore di Saluzzo.

Madre Elvira invitava le nostre coppie a non fermarsi a 1, 2 figli ma ad essere generose nell’accogliere la vita, quindi ci siamo ritrovati con … 56 figli da suddividere nei vari gruppi a seconda dell’età.

cIl gruppo dei bebè, da 0 a 2 anni, animato dalle ragazze di Vrbovec e suor Lina, accoglieva i 5 bambini più piccoli.

Il gruppo dei bambini dai 3 ai 5 anni era guidato da suor Maria Pia, con la collaborazione delle ragazze di Savigliano e i ragazzi di Loreto.

Il gruppo dei bambini dai 6 agli 11 anni era animato dai ragazzi di Saluzzo e Roma, dalle ragazze di Cherasco e di Roma, fratel Louis e suor Cristina.

Il gruppo degli adolescenti era formato più o meno da una trentina di persone, tra cui una decina di animatori, ragazzi di Saluzzo, ragazze e ragazzi di Roma, suor Antonietta, e una ventina di ragazzi e ragazze adolescenti. Abbiamo avuto momenti più impegnativi, più formativi, anche di attività di riflessione, di preghiera, tanta, tanta allegria e gioco.

La mattina cominciava sempre con una preghiera che guidavamo insieme al gruppo dei bambini 6-11. All’interno di noi adolescenti, ci eravamo divisi in 3 gruppi. Visto che il tema dell’incontro delle famiglie era la speranza, noi abbiamo scelto non solo la speranza, ma fede, speranza e carità. Così ogni giorno, giovedì, venerdì e sabato, abbiamo guidato la preghiera partendo da questi 3 temi scegliendo anche delle letture appropriate della Parola di Dio, facendo delle piccole riflessioni semplici perché tutti potessero capire. Comunque in questi giorni pregavamo in modo speciale per il dono della pace: la pace nelle nostre famiglie, la pace in tutta la chiesa e la pace nel mondo intero.

  

Giovedì

Il giovedì mattina abbiamo cominciato con un’attività un po' impegnativa chiamata “Kintsugi” che è un’arte giapponese che parte proprio dal valorizzare le crepe di un oggetto rotto, di solito un vaso, applicandolo alla nostra vita. Questa arte giapponese consiste nel mettere dell’oro all’interno di queste crepe. Se nelle nostre ferite mettiamo l’oro, e questo oro è Gesù, anche le ferite diventano punti di forza, di valore, non più quindi come qualcosa da nascondere, ma anche da mostrare, come le ferite di Gesù Risorto, che diventano feritoie in cui può passare la luce. Allora il nostro motto di questa giornata era: “Il nostro oro è Gesù”.

Nel pomeriggio abbiamo avuto il torneo sportivo con gli adolescenti, anche lì ci siamo divisi in varie squadre, tra calcio, pallavolo splash, tiro alla fune, palla prigioniera e pallavolo. Sempre c’era della musica, a volte ci si radunava in semplicità, proprio un po’ chiacchierando, condividendo.

A metà pomeriggio, con tutti i gruppi dei figli con i loro animatori, abbiamo pregato insieme il rosario camminato lungo le stradine del grande parco, per ritrovarci nell’anfiteatro per la Santa Messa all’aperto presieduta da don Michel. Per la cena i figli si riunivano ai genitori, nel refettorio degli ospiti, così ogni famiglia poteva ricomporsi.

Giovedì sera abbiamo avuto don Gabriele, un sacerdote della diocesi di Roma, venuto a parlare un momento proprio agli adolescenti. È stato bello perché ha parlato della speranza partendo dalla sua disperazione, ci ha fatto testimonianza raccontando un po’ la sua storia, per fare vedere come nella vita di ognuno, come anche nella vita di Gesù, c’è il dolore, non esiste una vita senza dolore, e a volte questo mondo ti vuol far credere, che la vita ideale è quella senza dolore, ma è finta, allora si cade poi in false illusioni.

Nella conclusione di ogni sera nel gruppo adolescenti c’era la buona notte, in quella grotta speciale in cui si trova l’immagine della Sacra Famiglia. Era un momento semplice con il canto “Un tuo miracolo”, molto apprezzato dagli adolescenti, per dire che riconosciamo che la vita è un miracolo, soprattutto nel tempo dell’adolescenza, in cui ci sono tanti sbalzi di umore, e tante novità che portano tante lotte da fare che portano a cercare il proprio posto, in famiglia e nel mondo.

                                                                            

Venerdì

La giornata di venerdì è stata un po' speciale perché dopo la preghiera del mattino, insieme ai bambini 6-11, noi con gli adolescenti siamo partiti alla volta di Subiaco, al monastero di San Benedetto e Santa Scolastica. È stata una provvidenza perché ci hanno fatto entrare proprio mentre non c'era nessuno. Quindi i ragazzi hanno avuto il tempo di poter visitare e ascoltare la spiegazione di questo luogo dove San Benedetto ha vissuto dei momenti forti per la sua vita interiore, soprattutto per il discernimento, poi per quello che è stato in seguito, la sua vita, la sua chiamata. Abbiamo anche avuto la Santa Messa all'interno di questo monastero, quindi è stato molto bello.

Dopo cena nel refettorio, il gruppo dei bambini 3-5 anni con suor Maria Pia e gli animatori, hanno rappresentato per i genitori in modo semplice il passaggio della Porta Santa, in vista del passaggio vero e proprio che avremmo compiuto il giorno seguente. Anche noi animatori del gruppo bambini 6-11 ci siamo impegnati nella rappresentazione della nostra scenetta nell’auditorium, per dare la possibilità a tutti di poterla vedere, con un audio già registrato in precedenza, in cui attraverso il cammino di due amici per arrivare alla Porta Santa, e l’incontro con Luce, la mascotte del Giubileo, e don Andrea, vengono spiegati il significato del Logo del Giubileo, dell’indulgenza, la sua applicazione per i defunti, e l’impegno a vivere nella carità e nella preghiera per rendere vivo ed efficace il nostro fare Giubileo.

Il giorno dopo ci siamo divisi in vari gruppi di condivisione, con varie domande. Abbiamo guardato qualcosa che il mondo propone, però con gli occhi della fede, come ci insegna la Comunità, e come adolescenti che vogliono camminare nel bene. I nostri adolescenti della Comunità, come tutti gli adolescenti del mondo, sono un po’ ribelli, ma hanno un cuore buono e sanno già cosa è bene e cosa è male. Quindi è stato proprio bello nelle condivisioni, vedere la profondità che si poteva raggiungere.

     

Sabato

Il sabato mattina, abbiamo fatto Giubileo, tutti insieme, passando per la Porta Santa.

La sera abbiamo fatto un'adorazione molto bella con le famiglie, tutti insieme. Alla fine noi adolescenti ci siamo fermati per un momento ancora tra di noi, semplice, di preghiera, di ringraziamento, in base al tema del sabato, la carità. Quindi abbiamo fatto una piccola carità per loro. Sapevamo che avevano il desiderio di fare un piccolo fuoco con i marshmallow, come è tradizione nei campeggi adolescenziali, così abbiamo voluto vivere insieme questo momento.

 

Domenica

La domenica, col gruppo adolescenti, abbiamo organizzato per tutte le famiglie, una caccia al tesoro, un bel momento di famiglia e di famiglie. Alla fine ci si è radunati tutti alla grotta, perché il vero tesoro di questa, che abbiamo chiamato caccia al tesoro, è Gesù. In questa grotta c'era una immagine della Sacra Famiglia, per questo abbiamo augurato ad ogni famiglia che possa sempre più essere modello della Sacra Famiglia di Nazareth, con un posto privilegiato per Gesù. Ogni famiglia è già dono, e il vero tesoro è Gesù, però ogni famiglia può essere un tesoro per un'altra, quando si mette al servizio, quando condivide, quando si fa vicina. Ed allora ecco, questo è stato il messaggio finale.

 

Tutti sono stati veramente tanto, tanto contenti di questa esperienza, per aver potuto partecipare, superando le paure. È stato proprio un bell'arricchimento per tutti. Grazie.

   Gli animatori dei figli

 

Leggi le testimonianze

 

Giovanni: Mi è piaciuto tantissimo l’incontro delle famiglie a Roma perché abbiamo giocato tantissimo ed ho potuto rivedere tanti amici e conoscere altri bambini “nuovi” che vengono da più lontano… non vedo l’ora di rivederli!! Non dimenticherò anche la visita a san Pietro! Ti ringrazio Gesù per il dono della mia famiglia, degli amici, delle suore, delle zie e degli zii che sono stati con noi.

 

Ciao a tutti, sono Omar, il figlio di Daniele e Simona e siamo una famiglia della Comunità. Quest’anno, il 16 agosto, ho festeggiato nella casa di formazione di Pagno, insieme alle sorelle e a padre Stefano, i miei vent’anni di comunità!
Per questo l’incontro di Roma, è stato, per me, ancora più speciale, è stato un dono del Signore, ma anche un’opportunità di ringraziare per la mia mamma e il mio papà, per tutti i miei fratelli e per la grande famiglia del Cenacolo!
Quello che ho apprezzato di più è stato condividere la giornata, dalla mattina alla sera, con i figli delle altre famiglie “cenacoline”, con i ragazzi e le ragazze della Fraternità e con le sorelle e i fratelli consacrati! Stare insieme è quello che mi è rimasto di più nel cuore! 
Ogni giorno hanno preparato per noi un programma ricco di tante cose diverse: dalla preghiera, a momenti di gioco, condivisione… bello!
Abbiamo avuto anche il dono di poter andare a fare una gita/pellegrinaggio, in un Santuario vicino alla Fraternità di Roma e anche in San Pietro per passare insieme la Porta Santa, in occasione dell’anno giubilare “Speranza Viva”.
Con la mia famiglia, siamo riusciti anche ad andare sulla tomba di Papa Francesco, un Papa speciale per me! Gli ho voluto tanto bene!
Sono tornato a casa felice, con più gioia e speranza! Perché la vita in Comunità è davvero un dono grande!
 
 
Ciao, sono Chiara! Dopo tanti incontri delle famiglie del Cenacolo in cui i ragazzi e le ragazze della Comunità si sono presi cura di me, quest’anno per la prima volta ho potuto aiutare ad animare le attività dei bambini più piccoli. Ero sempre molto contenta di partecipare a questi incontri perché era un’occasione per ritrovarsi tra di noi visto che con la mia famiglia vivevamo lontani. È stato molto bello trascorrere le giornate con le ragazze, i ragazzi e le Suore e godermi la semplicità dei bambini. Ringrazio anche per l’opportunità di aver vissuto il passaggio alla Porta Santa in questo Anno Giubilare.
 
 
Ciao a tutti sono Mauro, un ragazzo in cammino. Mi sento di raccontarvi un momento vissuto nella Fraternità di Roma come “zio” durante l’incontro delle famiglie. La cosa che mi ha colpito di più è la semplicità e la spontaneità dei bambini. Il cammino comunitario mi ha aiutato molto ad uscire dalle mie paure e vergogne e l’ho potuto sperimentare in quei quattro giorni che ho passato con i bambini a giocare e fare un po’ da fratello maggiore. Mi piacerebbe però trovare quella completa spontaneità che hanno i bambini e che aveva anche madre Elvira. Grazie e ciao a tutti!
 

Ciao sono Magdalena! Siamo venute in due dalla Fraternità di Savigliano e insieme ad altre sorelle e fratelli e suor Maria Pia abbiamo trascorso questi giorni con i bambini dai 3 ai 5 anni. Sono stati quattro giorni intensi in cui ho imparato tanto dai bambini. Una cosa bella e forte era la rappresentazione del giubileo delle famiglie e del passaggio della Porta Santa che abbiamo provato con i bambini e poi fatto vedere ai genitori. È stato forte perché dovevamo dovevo superare la mia paura e guardare i bisogni dei bambini. Questi giorni mi hanno aiutato ad aprire il cuore e a non mettere le regole al primo posto perché ai bambini interessa solo che tu sei vera e presente in quello che fai con loro e poi loro ti accolgono e sono felici. Grazie per tutto quello che potevo vivere imparare in questi giorni!

 

Ciao sono Alexandra! Ringrazio di cuore perché ho potuto prendermi cura dei bambini all'incontro delle famiglie a Roma. È stata una bellissima esperienza vedere le famiglie che si uniscono per aiutarsi e condividere e pregare insieme. Ho vissuto un momento molto importante mentre giocavamo con i bambini: volevo portare la gioia in un modo dinamico, tanti bambini ridevano ma solo una bambina mi rifiutava e non capivo il perché allora mi sono messa in discussione. Ho capito che mi sono comportata in un modo troppo infantile perché lei aveva bisogno di una persona adulta che le dà sicurezza allora ho provato a cambiare e a comportarmi in modo più maturo ho visto che anche lei è cambiata automaticamente verso di me perché aveva più fiducia. Sono stata molto toccata perché una bambina piccola mi ha educata. Penso che noi adulti possiamo tanto imparare da loro! Grazie per questo grande dono di poter stare con i bambini vedere il Vaticano e attraversare la Porta Santa nell'anno giubilare tutti insieme tante cose belle che ho vissuto!

 

Suor Maria Pia: Eravamo in tanti a Roma per il Giubileo delle famiglie della Comunità, tanti bambini, tanti zii, zie e suore.
Il silenzioso e grande parco si è trasformato in un campus ricco di giochi, di attività, e si è riempito di urla, risate, canti… i conigli nascosti guardano, spodestati dai bambini!
C’è aria di festa! La festa dell’incontro, tra noi e dell’incontro con Gesù, il grande “padrone” di casa che vuole incontrarci a Roma, nella città eterna, nella città, dove riposa la Roccia, Pietro, la Chiesa, i nostri padri nella fede.
Gesù vuole incontrarci! Questa è la notizia!
Vuole incontrarci per dirci che il suo Amore non muore, non si esaurisce, è vivo, vuole incontrarci sempre, soprattutto in questo Giubileo 2025, qui, a Roma.
Negli occhi di un bambino, nel suo sorriso, nel suo abbraccio di gratitudine, nella sua gioia nel saltare, nel correre, nella sua fiducia di accogliere l’attività proposta, nella speranza che si accende dopo una delusione, nel suo impegno di pregare insieme, nel suo candore nel dire SI’. È un dono essere qui e vivere tutto questo!
Le zie, gli zii, i genitori, compagni di viaggio, ci aiutano a essere svegli, a non perdere i treni dell’incontro, dell’amicizia.
I responsabili della fraternità, Andrea e Antonija, hanno aperto il loro cuore, oltre che la dispensa e la cucina, che rende tutto più saporito!
Le giornate si snodano secondo il ritmo del bambino, del suo adattarsi alla fraternità nuova, ai volti nuovi delle zie, zii, suore, alla loro capacità di separarsi dai genitori, al loro interesse nell’accogliere e partecipare all’attività proposta.
La piccola rappresentazione sul significato del Giubileo ha mobilitato tutti, grandi e piccoli. Ha dato la possibilità di conoscere la bellezza dell’incontro con Gesù, del suo farsi incontrare sempre in luoghi creativi e impensabili, la ricchezza dei simboli, la novità del mettersi in cammino, che spinge a fare qualcosa.
Così le parole del piccolo Marco, domenica, il giorno dopo della visita al vaticano, alla Porta Santa, risuonano ancora nel cuore: “Mi porti anche oggi alla porta?”, descrivono bene le parole del Vangelo: “Io sono la Porta”.
Accompagnare i bambini, condurli alla Porta, all’incontro con Gesù…e scopriamo che nell’accompagnare siamo anche noi condotti.
Grazie Gesù!

                                                                                                               

 

 

INCONTRO DEI FIGLI A ROMA

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