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Un amico degli ultimi in Cielo |
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Singapore, 25 gennaio 2026

Il 25 gennaio scorso, a causa di una breve ma incurabile malattia, e partito per il cielo Jimmy, carissimo amico della nostra Comunità, che Dio ha scelto per portarci in Asia. Il suo cuore grande nella carità verso gli ultimi e la sua fede vissuta col sorriso fino all'ultimo respiro, sono l'eredita preziosa che consegna alle nostre vite.
Dopo una conversione forte vissuta a Medjugorje e l'abbraccio alla fede cattolica con il dono del Battesimo, Dio si è servito di lui per molti anni per far entrare al Cenacolo tanti giovani bisognosi di vita nuova da diverse terre dell'Asia, e soprattutto per aprire la nostra prima fraternità in quel continente, nelle Filippine. È stato un uomo al quale Dio ha completamente stravolto la vita, grazie alle preghiere e alla fede di sua moglie Irene.
Da uomo di mondo è diventato un uomo che ha seguito la volontà di Dio, riconciliandosi con la famiglia e dedicandosi ai più bisognosi, agli ammalati, ai carcerati e ai drogati. A dicembre, Jimmy ha avuto la gioia di partecipare all'inaugurazione del nuovo e più ampio edificio realizzato nella fraternità delle Filippine, per la quale ha speso tutte le sue energie, e che ha desiderato tanto perché si potessero accogliere più giovani in una struttura più adeguata e robusta. Tornando a casa a Singapore, ha scoperto di avere un tumore incurabile.
Nell'ultimo periodo, in ospedale, un lungo pellegrinaggio di persone si è recato a ringraziarlo, tra lo stupore di medici e infermieri: tanti ex-carcerati e tante persone al quale Jimmy aveva fatto del bene in momenti difficili delle loro vite. Come Comunità, abbiamo avuto il dono di stargli accanto fino alla fine attraverso la presenza di don Luciano, per dare a lui e alla famiglia il nostro sostegno nella fede e per esprimere cosi la nostra infinita gratitudine. Grazie, Jimmy, perché la tua presenza e stata un dono preziosissimo per tutti noi! Grazie per il tuo coraggio, per la tua fede e per tutto il bene che hai donato, anche a noi! Sappiamo che ci sarai vicino ancora di più dal Cielo!
«Come Jimmy ha sempre desiderata che fosse, questo non è solo un momento di dolore, ma e una celebrazione della Vita. Quando abbiamo la fortuna di incontrare amici cosi buoni, vite cosi splendenti, cosi belle, cosi toccanti, non possiamo fare altro che lodare il Signore. Jimmy nella sua conversione, insieme alla moglie, ha scoperto che c'era molto di più. E quando ha trovato Gesù Cristo, non ha potuto tenerlo per sé, ma ha sentito che doveva annunciarlo al mondo intero. Ha combattuto la buona battaglia fino alla fine, ha terminato la corsa e ha conservato la fede. Ma ciò che mi tocca di più e che lo ha fatto con il sorriso: quel sorriso accattivante tra quei suoi caratteristici baffi, sorriso che sapeva toccare chiunque, anche il cuore più indurito, e che ha conservato fino al suo ultimo respiro. Quando ha data l'ultimo saluto, non ho potuto fare a meno di sorridergli, perché il suo sorriso era ancora una volta sulle sue labbra. Quando una tale vita ci viene "portata via", e normale che lasci un grande vuoto, ma non siamo rimasti senza di lui: siamo insieme a lui, ma siamo anche chiamati come lui. È’ stato chiamato in Cielo il 25 gennaio, giomo della conversione di San Paolo, e di Domenica, giorno della Risurrezione. Questa mi pare la conferma, il timbro finale da parte di Dio sulla sua vita: «Questa è la tua missione: hai vissuto la tua conversione e hai condotto molti alla risurrezione. Questa sarà la tua missione anche per l'eternità!». Fino all'ultima parola e fino all'ultimo respiro, la sua preoccupazione è stata per i carcerati, per gli ex detenuti, per noi ragazzi e ragazze della Comunità, perché potessimo trovare Dia, convertirci, vivere una nuova vita. Questa è un invito per ciascuno di noi a seguire il suo esempio e a portarlo avanti nelle nostre vite». Dall'omelia di don Luciano al funerale di Jimmy Mi chiamo Jimmy, e lei e Irene, ed e la mia bellissima moglie da 46 anni. Lode al Signore! Per grazia di Dio e attraverso la Regina della Pace, mia moglie e andata a Medjugorje e ha pregato per la mia conversione, e io mi sono convertito. Da allora non mi sono mai più voltato indietro. Grazie tesoro! Io, Irene, ringrazio Dio per il dono di Maria, perché e stata la mia ispirazione come madre e come moglie. Siamo stati benedetti con quattro figli e ora sono tutti sposati, e Dio ci ha benedetto con quattro meravigliose nuore. E il nostro consiglio per loro nella loro vocazione di coppia è: ogni volta che la situazione diventa opprimente, rivolgetevi alla Madonna con una preghiera, anche solo un “Ave Maria", perché attraverso Maria noi arriviamo a Gesù, e Lui vi aiuterà a superare qualsiasi situazione o tentazione. Ed e questo il segreto del nostro matrimonio. Siamo grati di essere stati gli strumenti di Dio per portare il Cenacolo in Asia. Abbiamo aperto la casa quattro anni fa. Lode al Signore! Abbiamo nel cuore il desiderio di costruire una casa più grande nelle Filippine per accogliere più giovani che hanno bisogno della Comunità. E con la vostra preghiera, il vostro sostegno e la vostra ispirazione, soprattutto con la grazia di Dio, siamo sicuri che ce la faremo. Grazie! Jimmy e Irene alla Festa della Vita 2023 Jimmy era un uomo perso nella mondanità. Quando ha cominciato un cammino profondo di conversione, si è fatto battezzare con tutta la sua famiglia, ed e ritornato ad essere un uomo fedele a sua moglie e un papà presente con i suoi figli. Sua moglie mi ha raccontato che uno dei figli, un giorno, dopo un suo rimprovero, gli ha detto: «Ma papa, cosa vuoi? Tu per me non c'eri mai e adesso mi fai la predica! Dov'eri quando avevo bisogno di te?». Jimmy in quel momento si è inginocchiato davanti a suo figlio e gli ha chiesto perdono. Mi ha colpito vedere i suoi figli trasformati dal suo cambiamento: Jimmy ha saputo vivere la conversione anche tra le mura di casa, non solo fuori. È stato un uomo di Dio che ha aiutato molti a trovare la salvezza in Cristo! Padre Stefano Mio padre ha vissuto una svolta, e io ho potuto vedere quanto dedicasse la sua vita a compiere l'opera di Dio: andava a visitare i malati e i moribondi negli ospedali, confortandoli e dando loro la Santa Comunione; visitava le carceri quattro o cinque volte la settimana, consigliando e condividendo la fede con i ragazzi carcerati, particolarmente con i condannati a morte. E tutto questo lo ha fatto con fervore per trent'anni, fino alla fine. La vocazione di mio padre è sempre stata quella di aiutare chi era nel bisogno a voltare pagina. Per questo motivo è stato un grande sostenitore della Comunità Cenacolo. E vorrei ringraziare la Comunità per l'immenso supporto e l'amore che ci hanno dimostrato in questi ultimi giorni. Un giorno, in macchina, mio padre, dal nulla mi diede un consiglio. Mi disse di avere sempre due virtù: gratitudine e appagamento. E ho sempre tenuto queste parole nel cuore in tutto ciò che faccio: "In ogni cosa, rendete grazie". Voglio condividerle con voi; le porterò sempre nel cuore e mi ricorderò di mio padre! Grazie! Jeremias Ringrazio perché ho avuto il grande regalo di stare vicino a Jimmy gli ultimi giorni della sua vita. Questo mi ha portato grande pace, serenità e anche gioia. In ogni momento lui sapeva sempre fare un sorriso. Molte volte nel letto, senza poter mangiare da giorni, era lui che scherzava con noi e che lodava il Signore per quello che ha potuto fare nella sua vita. Prima di tornare qui nelle Filippine mi ha dato una benedizione speciale. E molto difficile esprimere quello che ho vissuto... posso dire che è stato il momento più bello del mio cammino comunitario. Mi sono sentito voluto bene, amato, apprezzato; insomma, mi sono sentito tra le braccia di un padre amorevole, dispiaciuto di lasciarci perché avrebbe voluto fare di più, ma contento di andare in Paradiso con gli Angeli, la Madonna e la nostra cara Madre Elvira! Oggi sono più felice che mai, perché ogni giorno sento la sua vicinanza. Grazie, Jimmy, per la tua vita, grazie per il tuo amore incondizionato a Dio, alla Comunità, a Madre Elvira e a noi ragazzi! Francesco Il giorno dopo la benedizione della nuova casa nelle Filippine, con Jimmy contemplavamo la bellezza della nostra fraternità e, commossi, gustavamo la gioia grande del giorno precedente: avevamo vissuto la prima "Festa della Vita" del Cenacolo nelle Filippine! Ad un certo momento notai che i suoi dolori all'addome erano aumentati e gli dissi che era bene affrettare gli esami in ospedale ed eventualmente il suo ritorno con Irene a Singapore. Jimmy alzo lo sguardo e con gli occhi luminosi e sorridenti, gli occhi di un uomo innamorato di Dio e della vita, mi disse: «Vedi, caro don Andrea, da più di venticinque anni ho dato la mia vita al Signore, soprattutto per servire la Comunità Cenacolo nelle famiglie e nei giovani dei popoli asiatici, e da quando abbiamo fondato questa fraternità, denominata "Terra Promessa", ho sognato di poter vedere questa casa finita e benedetta dal Vescovo, piena di vita e sorgente di speranza per tutti questi popoli. Oggi mi sento come il vecchio Simeone al tempio di Gerusalemme che, tenendo Gesù Bambino fra le sue braccia, esulta cantando il suo cantico di gratitudine: "Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua Parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli! Carissimo, se il Signore vorrà che io continui a spendere altri anni di vita qui con voi, lo farò con immensa gioia, amando e servendo, ma se ha pensato di chiamare il suo povero servo in Cielo, lo ringrazio e parto volentieri». Ora che stai danzando in Paradiso con Madre Elvira, intercedi per noi, carissimo ed amato Jimmy, uomo coraggioso, amico vero e servo amante dei poveri. Don Andrea Leggi di più!





