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I "figli" della prima ora tornano a casa! |
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Saluzzo, 31 maggio 2026
Domenica 31 maggio è stata una giornata memorabile sulla collina di Saluzzo. Si sono riuniti i “figli” della Comunità della “prima ora", cioè i ragazzi, oggi non più ragazzi, che sono entrati in Comunità negli anni ‘80 e primi anni ‘90. Quasi un centinaio di loro provenienti dall'Italia e un piccolo gruppetto arrivato dalla Croazia, si sono ritrovati per ringraziare e per far memoria del loro cammino di risurrezione.
È stato commovente vedersi salutare e conoscersi tutti per nome e riabbracciarsi: si respirava fin dall'inizio clima di famiglia e amicizia. Tanti di loro non si vedevano da 30 anni, ma per loro è stato come se fosse ieri che si sono lasciati. Altri invece, continuano a coltivare un'amicizia fedele e sono in contatto quotidiano ed un sostegno gli uni per gli altri.
Dopo il saluto iniziale di padre Stefano, anche lui commosso ed emozionato di aver rivisto tanti amici, ha ricordato l’importanza di quei primi anni vissuti insieme a Madre Elvira, che viveva, lavorava e accompagnava i passi importanti di quei ragazzi. Questi stessi ragazzi sono stati poi i veri “maestri” che hanno insegnato alla Madre come servire ed amare le nostre povere vite.
Dopo, sono andati tutti insieme a salutare suor Aurelia davanti alla Casa Madre: quel cancello e quella porta che ha accolto tutti loro ed è stata la porta alla vita nuova. Suor Aurelia ha ricordato i primi tempi della Comunità con tanta nostalgia e commozione dicendo: “Che storia, se uno ci pensa è una storia infinita. Lo Spirito Santo e Dio hanno voluto iniziare questa storia di amore. Dall’eternità già il Signore ha pensato a ognuno di noi...Sono molto emoziona a vedervi”
In seguito abbiamo vissuto la Santa Messa, animata dalle nostre suore che hanno cantato i canti che si cantavano i primi anni della Comunità. Durante l’omelia padre Stefano ha invitato a parlare chi si sentiva battere il cuore per testimoniare: è stato un momento davvero toccante Si sono alzati in tantissimi, raccontando le loro gioie e i loro dolori. Per tanti di loro non sono stati anni facili dopo esser usciti dalla Comunità, la croce non è mancata, ma tutti hanno ricordato gli anni passati in Comunità come fondamentali e più importanti per la loro vita, perché veri. Sono stati anni preziosi per costruire la propria casa sulla roccia che è Cristo, per poter rimanere in piedi anche quando è venuta, poi, la tempesta.
Dopo la messa è stato preparato un bel video che riprendeva tante immagini dei primi tempi e tanti di loro, rivedendosi giovani, hanno esultato. Rivedendo poi la Madre, prima giovane e piena di forza e entusiasmo, poi anziana, ammalata, salita la Cielo e portata sulle spalle dei ragazzi verso Pagno, dove oggi riposa il suo corpo, ha suscitato un applauso e commozione che non finiva più.
Abbiamo, poi, pranzato insieme con le pizze preparate dai ragazzi della Fraternità a Casa Madre, e a tavola si ricordavano tanti episodi e vissuti di amicizia.
Dopo si sono spostati tutti insieme a Pagno, per vivere un momento di preghiera alla tomba della Madre. L’accoglienza gioiosa delle suore e poi passando dagli entrati negli anni 80 a chi seguiva dopo, sono passati tutti a ringraziare la Madre per il dono della vita nuova e per il dono della Comunità.
È stata una giornata piena ed intensa, e per noi che siamo entrati molto più tardi è stato importante vedere chi ci ha preceduto. Tanti dei presenti si meravigliavano di tutto quello che la Comunità è diventata oggi. Andiamo avanti insieme con la fiducia e gratitudine alla scoperta di tutto quello che lo Spirito Santo ha preparato per noi.
Grazie.
INCONTRO EX SALUZZO |
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Queste poche righe vogliono solo essere solo condivisione fraterna. Prima di tutto devo ringraziare la comunità e ovviamente Dio che come sempre passa attraverso la comunità Cenacolo, dico, che ci passa perché dall’essere fare è fin troppo evidente e chiaro che da sempre e anche oggi il cenacolo, chi ne fa parte e OPERA di DIO. Concretamente ti accoglie sempre gratuitamente senza chiedere niente, facendoti sentire prezioso, importante facendo sentire il profondo affetto stima e amore nonostante le mie povertà? i miei limiti? … solo Dio è così. Solo Dio ha questa sconfinata fiducia nell’uomo. Tanti gesti concreti anzi tutti … le suorine (come mi piace chiamarle) che rispolverano i canti dei dinosauri cenacolini, le loro testimonianze i ragazzi che non si preoccupano della nostra presenza come se fossimo stati li, …da sempre. La pizza segno di festa da sempre in comunità per noi. Aurelia con il suo sorriso e amore traboccante di Dio. Don Stefano, che dono grande di accoglienza concreta veramente mi permetto Steu volto mano concreta di Dio in questa giornata speciale, anello di congiunzione fra cielo e terra, Don Massimo.. segno della semplicità unica di Dio e poi la lora profonda amicizia … mi fermo qui perché ogni minuto era un segno ogni persona e non ci sarebbero sufficienti parole …. La giornata è stata di accoglienza di amicizia profonda di un ritrovarsi e ritrovare sé stessi nella dimensione quella unica e autentica la dimensione con Dio. Incontrare Aurelia tutti insieme è stato a dir poco Pazzesco! o “che storia “… come avrebbe detto Elvira. Si ci siamo ritrovati subito nel pensare nel comprenderci che dono Aurelia una parte fondamentale nel progetto di Dio che più passa il tempo e più questa grazia viene alla luce in modo comprensibile per tutti … anche per quelli come me un po’ più duri di comprensione del progetto di Dio sulla nostra vita e su di quelli che ci circondano. Condivisone fra di noi, come se non ci fossimo mai lasciati, come se fossimo stati sempre tutti insieme nella stessa casa da sempre dal giorno che siamo entrati in questo meraviglioso sogno di Dio a oggi. Noi che venivamo chiamati i “ragazzi di suor Elvira” (fisicamente non lo siamo più ma dentro si!)abbiamo ancora una volta assaporato quanto Dio attraverso la comunità sia passato nella nostra vita come un fiume in piena lasciando dentro di noi un solco incancellabile. Un solco fatto di amore amicizia sacrificio condivisione sofferenza lotta cadute resurrezione ma al cospetto di Dio Guidati da Elvira e da tutti coloro che si sono lasciati trascinare in questa pazzia!!! La Santa messa poi ha sigillato una condivisione cosi profonda che va oltre l’età il giudizio il tempo, comunque tra noi ce un canale ..una frequenza radio divina che non guarda a quando sei entrato. Puoi essere entrato 10 anni prima o dopo.. se hai scelto di essere sacerdote, suora fratello di restare come famiglia di uscire, non importa ti capisci profondamente Concludo ricordando quello che Antonio ci ha ricordato, si perché noi lo sappiamo bene nel profondo del nostro cuore … chi è passato dal Cenacolo non se ne mai andato e non uscirà mai più. Nessuno di noi è mai uscito e direi anche che nonostante tutto le difficolta i momenti difficili o speciali nelle nostre vite sotto in fondo , dentro nel profondo siamo rimasti sempre in comunità. Quel segno profondo nell’anima incancellabile e per questo , come ricordava Massimo, come ci ha sempre ricordato Elvira chi passa di da qui arriverà in paradiso. Un’ultima non per importanza ma invece molto importante e unica cosa …..tutto grazie al “SI” a Suor Elvira che per me è la Santa dei risorti. Un abbraccio di infinita riconoscenza e un arrivederci a presto!!! GianpaoloLeggi la testimonianza





