Sara

 

saraVBuongiorno, vita mia! Con tanta gioia voglio accogliere il nuovo giorno che Dio mi ha donato oggi. Sono Sara e vivo il grande dono di far parte di questo meraviglioso cammino di risurrezione. Sono entrata in Comunità a ventiquattro anni ed ero già tanto stanca e delusa dalla vita. I miei genitori si sono separati quando ero piccola. Mi ricordo le prime sofferenze quando vedevo che i genitori degli altri bambini venivano a prenderli a scuola, mentre io spesso ero l’ultima ad andare a casa. Oggi so che la mamma doveva lavorare di più per mantenere la famiglia, ma non accettavo la mia diversità. Così, per non portare ulteriore dolore in casa, iniziavo a nascondere a tutti i miei sentimenti. A dodici anni sono iniziate le mie fatiche; non riuscivo a creare buone amicizie e l’instabilità delle situazioni a casa mi pesava. Ho iniziato a mandare i primi messaggi chiari che qualcosa in me non andava. In risposta a tutto il mio disagio, ho iniziato ad andare da diversi specialisti ma in nessun modo potevo trovare consolazione. Mi sentivo sempre più sola e insicura nell’affrontare la vita. Sono iniziati i problemi con il cibo, pensando così che mettendo la mia sicurezza nell’aspetto fisico avrei trovato il mio posto nella società. Ma in poco tempo mi sono trovata nella gabbia dell’anoressia e della bulimia, che mi allontanava da tutti rendendomi sempre più vuota e triste. Nell’incapacità della mia famiglia di far fronte a questi problemi, mi sono ritrovata ancora a confrontarmi con dottori e specialisti, ma la mia vita non aveva ancora toccato il fondo. In poco tempo sono caduta sempre più in basso nei rapporti sbagliati e interessati, riempiendo le mie giornate di bugie per nascondere alla mia famiglia la mia doppia vita. Per dieci anni mi sono rifugiata nell’alcool, nella droga e nella falsità, per non sentire il grande vuoto che vivevo. Non pensavo che la mia vita potesse cambiare, fino a quando non ho passato la prova più grande, la perdita della mamma a causa di una malattia. La mia vita è stata messa davanti ad una realtà dalla quale non potevo più scappare. Ero ormai una donna, ma ancora incapace di vivere e di prendersi delle responsabilità. Nel punto più alto della mia disperazione mi sono imbattuta nella Comunità Cenacolo. Ho sentito da subito un grande slancio verso questa realtà, che mi spingeva a superare tutte le mie paure e le mie insicurezze, per sperare in un capovolgimento della mia vita. Con il lutto nel cuore ho iniziato il nuovo cammino di fede, una fede concreta che si basava sull’amicizia vera, qualcosa che non avevo mai conosciuto davvero. La verità di me, che le sorelle iniziavano a farmi vedere, mi ha aiutata a capire da dove venivano le mie fatiche. E ogni giorno nella preghiera facevo esperienza di Dio, un Dio vivo, che si faceva presente nella mia vita. Il mio cuore ha iniziato piano piano a riaprirsi, a fidarsi, fino a diventare un cuore capace di donarsi. Camminando nella luce si è riacceso il mio desiderio di sempre, quello di andare in missione per servire e, soprattutto, per imparare dai più poveri. Ripulita dal peso del mio passato, dalle scelte sbagliate e con la forza ritrovata, sono partita per un tempo di volontariato missionario in Messico. Lì ho valorizzato e apprezzato il mio essere donna. Scoprire la bellezza della maternità attraverso il servizio ai bambini mi ha reso consapevole dell’importanza della condivisione e dell’educazione. Questo pezzo del mio cammino lo conservo come un grande tesoro, che mi ha costruito ed edificato per il futuro. Oggi vivo nella fraternità di Vrbovec con tante altre ragazze che come me stanno camminando per dare un nuovo senso alla loro vita, e ogni giorno sento quanto sono fortunata di aver lasciato il mio “fallimento” per seguire la volontà di Dio su di me. Ringrazio tutti quelli che mi hanno permesso di vivere questa realtà e ringrazio Dio per avermi fatto riscoprire la bellezza della vita. Oggi posso dire che la mia vita è stata rialzata dalla polvere. Sono un miracolo di Dio... e della fede di Madre Elvira.