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Envie, 16 ottobre 2025

“Una vita non donata, è sprecata”

Madre Elvira

 

Che gioia incontrarsi e vedere quanta vita porta la Comunità! Che gioia vivere una vita cristiana e condividerlo insieme, pregare e testimoniare quello che lo Spirito Santo suscita in noi!

aCi siamo ritrovati nella Fraternità “Speranza” di Envie la mattina ragazzi, ragazze delle Fraternità vicine, le Suore Missionarie della Risurrezione, i fratelli consacrati, le famiglie della Comunità per pregare insieme e dare la benedizione ai ragazzi che partiranno per l’Ucraina, terra in cui sarà aperta una Casa della Comunità!

Fratel Denis e Fratel Louis per aiutarci ad entrare più nel profondo ci hanno invitato a riflettere sul tema della missionarietà invitandoci a rispondere alla domanda “Chi si sente missionario?”. La risposta è arrivata subito: chi dona la sua vita agli altri!

Abbiamo iniziato la giornata con un momento semplice di gesti e di allegria e poi subito abbiamo pregato il santo Rosario, guidato dai ragazzi in partenza per l’Ucraina, per tutti i missionari del mondo e, poi, abbiamo vissuto un momento di Adorazione Eucaristica.

Introducendo la santa Messa, padre Stefano ci ha raccontato dell’incontro dei genitori in Slovacchia a cui aveva partecipato nel weekend del 10-12 ottobre. Lì padre Stefano aveva incontrato i ragazzi che andranno ad aprire la casa in Ucraina che dopo il pellegrinaggio a Częstochowa sono rimasti nella Fraternità in Slovacchia per conoscersi e prepararsi a questo nuovo passo. È rimasto colpito dalla serenità di questi sette ragazzi, pronti ad iniziare questa missione e di quella dei loro genitori, ma anche dei monaci ucraini che accoglieranno la nuova Fraternità all’interno del loro monastero, che sono tanto fiduciosi in questa apertura. Ha ricordato, inoltre, che questo giorno è speciale perché, oltre ad essere la data dell’inizio del pontificato di San Giovanni Paolo II, ricorre l’anniversario del momento in cui nel 2009 la Santa Sede ha riconosciuto la Comunità come Associazione di Fedeli, e quindi come opera di Dio.

bÈ stato molto toccante il momento delle benedizioni, alla fine della Santa Messa, perché ha coinvolto tutta la Comunità e si è sentito il sostegno e la fede da parte di tutti. Era presente anche la Fraternità di Loreto per accompagnare in questo passo due loro fratelli di cammino.

Al termine ciascuno dei ragazzi si è presentato testimoniando come ha sentito la chiamata alla Missione.

Nel pomeriggio, sempre la preghiera è stato il primo passo, perché aiuta ad affidare e ad invitare Maria insieme a noi, perciò dopo un rosario camminato abbiamo pregato la Coroncina della Divina Misericordia.

Fratel Denis ha poi detto che farà parte di questo gruppo che parte per l’Ucraina e ha testimoniato di come ha vissuto la sua Missione in Perù, a Supe, con i ragazzi e in Brasile con i bambini, delle crescite e delle difficoltà, aiutandoci ad avere un’immagine realistica della Missione, meno illusoria.

Poi ha continuato Marcel, ragazzo in Comunità da tanti anni che serve la Fraternità della Slovacchia, e che ora ha sentito la chiamata per iniziare quest’avventura in Ucraina. Lui ci ha mostrato delle foto del luogo dove verrà aperta la casa e ci ha raccontato di come ha detto “sì” per l’Ucraina e di come la Provvidenza abbia guidato la scelta di costruire la casa all’interno di questo terreno. Ci ha fatto comprendere i bisogni di questo Paese in guerra in cui gli uomini sono costretti ad andare al fronte a combattere e non possono uscire dal proprio Paese, di queste famiglie sfasciate dalle conseguenze della guerra, di queste donne lasciate sole che si aggrappano alle preghiere in questo santuario.

cDon Stefano ha inoltre voluto annunciare l’apertura della “Casa Missionaria” a Pagno e ha fatto intervenire tutti i ragazzi che la abitano perché si stanno preparando per andare in Missione: era bello sentire che la chiamata alla Missione è una cosa che chiama forte e che la preghiera aiuta ad aprire il cuore. Tanta bellezza in storie diverse, ma autentiche ci ricordano la nostra unicità.

Padre Stefano ha proseguito ricordandoci che la Missione comunque la viviamo anche nelle Fraternità nelle quali siamo e quella è la prima chiamata.

Un'altra realtà della quale si è parlato è stata la Caritas di Saluzzo nella quale due ragazzi della Comunità vivono e altri vi fanno servizio per cucinare, donare i pasti ai poveri e ai migranti e dare ospitalità a una decina di senza tetto. Padre Stefano diceva che se non serve che facciamo tanti chilometri per servire, che possiamo iniziare da qui.

Fidel ha parlato durante il pomeriggio: un bambino che è stato accolto nella nostra Missione del Messico e che ora sta cercando di farsi una vita qui. Padre Stefano era commosso nel farci conoscere questo uomo ormai che è un frutto delle Missioni, di tutto questo amore donato. Infatti diceva che magari tanti bambini invece passano per le missioni per un tempo breve, ma la cosa importante è che si sentano amati.

Siamo tanto grati al Signore per aver potuto passare insieme questa giornata insieme e ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile tutto ciò attraverso il loro servizio. Affidiamo al Signore tutte le realtà missionarie e chiediamo per tutti noi possiamo aprire il cuore alla carità.

 

GIORNATA MISSIONARIA

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