santissimoL'EUCARISTIA: LA SORGENTE DELLA FORZA

Non avvenga mai lo scandalo che i cristiani, coloro che pregano, che incontrano Maria, che vivono l’Eucaristia, si dividano. Non possiamo dividere, lacerare il corpo di Gesù, dobbiamo volerci bene, questo è il nostro distintivo, la nostra bandiera: saper amare, ma soprattutto perdonare, riconciliarci, fidarci gli uni degli altri per ricominciare, perché dentro di noi vive Gesù.

Siamo gioiosi perché ci siamo incontrati attraverso la fede in Gesù, il “Pane della Vita”.

Quando facciamo fatica a vivere, a perdonarci e a perdonare, ad amare, ad aiutare il prossimo, dobbiamo pensare che siamo deboli perché non mangiamo, non ci nutriamo del Pane della Vita. Noi sappiamo dov’è la sorgente della forza: nell’Eucaristia.

Ecco perché Gesù ha dato se stesso! Quando facciamo fatica ad essere buoni è il campanello d’allarme che ti dice: riconciliati, confessati, liberati dal tuo peccato e va a nutrirti del “Pane della Vita”.

I ragazzi, in Comunità, arrivano distrutti, finiti nella speranza, nella forza fisica, nell’amore, in tutto. Mettendosi davanti a Gesù Eucaristia, inizia una nuova vita, avviene un altro parto: quello della vita eterna dentro noi!

Ve lo diciamo per esperienza, vediamo questi miracoli tutti i giorni, esiste veramente la risurrezione, la viviamo in noi quotidianamente!

Non vediamo Gesù con gli occhi ma nella trasformazione della nostra vita, dove Gesù ama essere e desidera che facciamo esperienza del suo Amore.

sant2Allora, giorno dopo giorno, facendo amicizia, condividendo la nostra vita, lavorando, giocando, soffrendo con Lui... i ragazzi vedono il cambiamento in se stessi.

Gesù si mostra a noi con la nostra trasfigurazione, questa è l’esperienza concreta di vivere davanti a Gesù Eucaristia!

È bello sapere che, anche a settant’anni, posso vivere la giovinezza, anche se le ginocchia fanno male, non importa: il cuore, la speranza, la forza dell’amore, la forza di aiutare tutti con tanta gioia, fa risuscitare anche i morti e fa ritornare bambini anche a settant’anni!

Madre Elvira

 

Alcune testimonianze...

"Per me la preghiera è parlare a tu per tu con il Signore, come ad un amico fedele a cui posso aprire il cuore totalmente. Pregando chiedo perdono quando pecco, quando sono ferita chiedo consolazione, quando sono indecisa chiedo consiglio, quando sono stanca chiedo riposo nelle sue braccia e forza per andare avanti. La preghiera non termina in Cappella, ma continua nel nostro lavoro, nei nostri atteggiamenti con gli altri, ed in tutte le situazioni che Gesù ci pone durante la giornata."

"Quante volte, all’inizio del mio cammino, mi sono chiesto: “Ma perché devo pregare per uscire dalla droga? Che senso ha tutta questa preghiera se non ho fede, se non credo in niente?”. Ora comincio a capire che non si può essere uomini veri e buoni se non si diventa uomini di preghiera; l’amore è un dono di Dio e nella mia preghiera posso ogni giorno chiedere a Lui di farlo crescere in me."

santissimo2"Con la luce della preghiera non posso più essere uguale a prima: la preghiera diventa vita nei rapporti con gli altri, nella verità con me stesso, portando alla luce il mio egoismo, le mie gelosie, le mie invidie, i miei giudizi; tutti quei mali piccoli e grandi che ogni giorno sono un ostacolo alla mia felicità. La preghiera mi ha salvato la vita, è una forza reale, fonte di speranza e di coraggio che mi ha aperto le porte di una vita nuova e che, nella fatica di ogni giorno, mi sta guidando al cammino dentro me stesso e verso gli altri, per essere sempre più buono, per saper amare, per saper dire “Grazie” a Dio della pienezza che vivo ogni giorno."

"Sono entrata in Comunità totalmente distrutta, disperata e malata, sulle spalle portavo la dipendenza dall’alcool ed anche una forte depressione, e sono guarita davanti al Santissimo e attraverso la pazienza e l’amore delle sorelle della Comunità, nelle quali ho pian piano riconosciuto il vero volto di Gesù. Tutti i giorni andavo in Cappella davanti a Gesù Eucarestia per due ore e parlavo con Lui di tutto quello che vivevo, perché con gli altri, data la condizione in cui ero, il dialogo era quasi impossibile. Inoltre, non avevo fiducia in nessuno a causa delle mie profonde ferite che Gesù lentamente, una per una, ha guarito, ricostruendo la mia persona nell’equilibrio e nella maturità."