Denis

 

DenisMi chiamo Denis, sono croato e voglio condividere con voi la mia risurrezione! Ringrazio la Comunità per avermi accolto, perché l’incontro con un Dio vivo ha cambiato la mia vita. I miei genitori sono andati a vivere in Germania durante il comunismo nell’ex-Jugoslavia; pensavano che lavorando sodo potevano ricostruirsi una vita. Mio fratello ed io siamo nati lì e ci hanno cresciuti cercando di non farci mancare niente: in realtà la cosa che ci mancava di più era la loro presenza. Eravamo una famiglia cattolica, dove c’era una buona educazione di base e i nostri genitori ci spingevano ad andare a catechismo e a Messa tutte le domeniche. Fino a quando avevo undici anni sono andato, ma poi il benessere e la poca unione nella mia famiglia mi hanno fatto girare le spalle a Dio. Lasciando Lui sono entrati in casa falsità e problemi: mio padre beveva e giocava d’azzardo, e mia madre si arrabbiava spesso. Mi vergognavo di questa situazione ed ero confuso, mi sono tenuto dentro tanti giudizi verso di loro, sono diventato timido e pauroso. Ho iniziato a drogarmi e a giocare d’azzardo, e tre anni dopo ha cominciato mio fratello a fare le stesse cose. Vivevo un rapporto difficile con mio padre, posso dire che lo odiavo. Mi sono chiuso e la soluzione per scappare da quello che vivevo veramente era “mettermi le maschere”. Più il tempo passava, più dentro mi sentivo sempre più sporco. Dopo diversi anni, per i problemi legati alle mie dipendenze, dovevo scappare anche dalla Germania e tornare in Croazia, dove uno dei miei zii ha avuto il coraggio di dirmi: «Adesso basta! O accogli l’aiuto, o qui non puoi stare!». In quel momento ho vissuto delle sensazioni forti, come se la mia vita fosse arrivata ad un bivio. Oggi riconosco che in quel momento mi hanno salvato le preghiere costanti di mia nonna per la nostra famiglia, le sue lettere dove ci ricordava di pregare, di perdonarci e di scegliere la vita vera. A quel punto ho detto “sì” a mio zio e Dio mi ha dato la forza e la pazienza di fare i primi passi per entrare in Comunità. Ero deluso e non credevo che la mia vita potesse ritornare bella; mi sentivo perso e arrabbiato, chiuso in me stesso e non accettavo il mio fallimento. All’inizio non pensavo ad un vero cambiamento, ma solo a fuggire da tutti i problemi e le situazioni difficili. Ma nel cammino comunitario ho iniziato ad affrontare la vita e a lottare contro tanta sofferenza per i molti pesi che portavo nel cuore. Spaventato da me stesso e da tutti gli sbagli commessi, vivevo tanta confusione, però ricordo i gesti semplici dei fratelli che mi chiedevano da dove venivo, come stavo… io diventavo rosso, sudavo e volevo in qualche modo rispondere, ma non ce la facevo. Il mio “angelo custode”, il ragazzo che mi aiutava, in tante situazioni mi ricordava che per tutta la vita ero scappato e questo mi aveva riempito il cuore di tanta tristezza; invece ora era il momento di reagire: dovevo imparare a fidarmi di me stesso, ma soprattutto degli altri e di Dio. Attraverso di lui, Dio mi ha dato la forza di superare le mie chiusure e i limiti che mi ero messo, e piano piano, vedendo e ascoltando gli altri che parlavano di se stessi, ho iniziato anch’io a parlare di me e la cosa più bella era che, anche se sudavo ed ero rosso di vergogna nel volto, nessuno mi prendeva in giro. Grazie a questo passo ho ripreso fiducia nella vita ed ho iniziato a sentirmi al posto giusto. Potevo finalmente affrontare me stesso e Dio mi ha fatto rinascere nel cuore il desiderio bello di essere un ragazzo responsabile che non scappa dalle paure e che si impegna con fede per gli altri. Andare al mattino in cappella, inginocchiarmi davanti a Gesù, parlargli e lasciare tutto nelle sue mani: ho trovato un Amico vero! Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per avermi dato la possibilità di tornare a sorridere, correre e servire. Mi sento un uomo nuovo e felice di vivere, e vedo che il Signore sta continuando a guarirmi e a donarmi tante cose belle che nemmeno immaginavo! Specialmente nelle cadute sento “l’abbraccio di Dio” che mi dà la forza di non piangermi addosso, ma di rimanere sulla strada del bene, ed è questo il più bel regalo che il buon Dio mi fa ogni giorno. Lui mi vuole bene, anzi… mi ama e mi insegna a voler bene e a fare il bene.