Michelle


Mi chiamo Michelle, vengo dalla Scozia e oggi posso dire col cuore sincero che sono felice di essere figlia di Dio: “Siate sempre lieti perché appartenete al Signore. Lo ripeto, siate sempre lieti” (Fil 4, 4). Sono cresciuta in una famiglia cristiana e molto numerosa. I miei genitori ci hanno sempre trasmesso i buoni valori della fede, andavamo a Messa tutte le domeniche e mia mamma mi ha sempre parlato di un “Amico”, Dio, a cui potevo chiedere aiuto nei miei momenti di difficoltà. Ero una bambina timida, chiusa, con tante insicurezze e ansie dentro di me, ma già da piccola trovavo dei modi per “mascherare” i miei veri sentimenti. Solo quando ho iniziato la scuola superiore le mie difficoltà sono aumentate e si sono manifestate. Mi sono persa nel mondo dell’apparenza, ero dipendente da cosa pensavano gli altri di me; per ogni situazione avevo una maschera diversa, fingevo di essere una donna forte, sicura di sé, felice, mentre dentro di me si accumulavano tanti pesi, paure e tanta tristezza. Ero brava a scuola ma, visto che non “andava di moda” studiare, ho smesso di impegnarmi; non solo, ma ho commesso il più grande sbaglio della vita: ho chiuso la porta a Dio. Ho fatto tutto questo per sentirmi accettata dai miei amici. Dopo un po’ di tempo ho lasciato la scuola perché non ce la facevo più a fingere di essere un’altra persona, scappando così dalle difficoltà… ormai ero esperta in questo “fuggire”. Velocemente ho trovato lavoro in un asilo e ho anche ripreso a studiare; potevo usare questa possibilità per ricominciare, ma ho continuato come prima. Poi c’erano anche dei problemi in famiglia: abbiamo scoperto che mio fratello era tossicodipendente ed il mio mondo è crollato. Ma, al posto di vedere la sua sofferenza e la sua disperazione e cercare di aiutarlo, pensavo solo a quanto male facesse a me tutto questo,  chiudendomi così nella mia sofferenza, e ancora di più nei confronti dei miei genitori. Mi sono allontanata da loro, volevo vivere la mia vita pensando di non avere bisogno di nessuno. Mia mamma ha cercato e trovato un aiuto per mio fratello, e questo è stato il mio primo incontro con la Comunità. Non ne volevo sapere e non credevo possibile che in un posto dove ci si sveglia presto al mattino, si prega e si vive della Divina Provvidenza, lui potesse essere aiutato… per me era assurdo. Sono passati dei mesi e finalmente ho ceduto alle richieste di mia mamma e sono andata a trovare mio fratello in Comunità. Ero stupita di vedere tanti volti luminosi e gioiosi nonostante la vita che stavano facendo. Non credevo che potessero stare bene così, senza niente, mentre io che avevo “tutto”, una bella macchina, i soldi, un lavoro, tanti amici, stavo male, ero triste e vuota dentro. Per curiosità ho deciso di continuare a frequentare la Comunità. Dopo un po’ di tempo ho cominciato a pensare di fare una piccola esperienza, ma la mia coscienza mi diceva che avevo bisogno di più tempo per fare anch’io un cammino; però, come avevo sempre fatto, ho soffocato questa voce dentro di me. Avevo mille scuse per convincermi che io non avevo bisogno della Comunità. Poi, da un giorno all’altro, la mia vita è cambiata totalmente quando mio papà ha avuto un incidente. Non c’era speranza che sopravvivesse e ancora una volta il mio mondo è crollato. La Comunità ha cominciato a pregare per lui e dopo tre giorni ha iniziato a riprendersi: questa è stata la cosa che mi ha spinto a prendere la decisione di entrare al Cenacolo. Inoltre, avevo capito che avrei dovuto fermarmi più tempo rispetto alla breve esperienza che avevo programmato, e così mi sono detta: “Non voglio più scappare da me stessa. In tutta la mia vita ho scelto la strada larga e comoda, adesso basta, è ora di smetterla!”. Non è stato facile togliermi tutte le maschere della “brava ragazza” e imparare a conoscermi nella verità; soprattutto ho dovuto lottare per accettare tutte le mie povertà. Con l’aiuto delle ragazze che mi stavano accanto ho capito che dire la verità di me stessa agli altri mi faceva stare bene, ero più libera, non mi vergognavo più del mio passato e dei miei problemi. Pian piano ho riaperto la porta e ho lasciato rientrare Dio nella mia vita. Adesso capisco perché vedevo gli altri felici anche se non avevano niente, e ringrazio perché oggi ho scoperto anch’io che non sono le cose che riempiono il vuoto del cuore, ma solo Dio con il suo amore infinito. Ho ritrovato quell’“Amico” che non mi lascerà mai. Anche se io non gli sono sempre fedele e a volte non voglio accettare quello che mi chiede di vivere, Lui c’è sempre e con pazienza mi aiuta a vedere i frutti di tante sofferenze vissute nella mia vita. Mi ha aiutato a comprendere che tante volte non ci sono delle grandi spiegazioni alle sofferenze, ma semplicemente sono da accogliere nella fede per fortificare lo spirito. Nel mio caso è stato così: la croce che qui ho accolto mi ha reso una donna più forte per affrontare le situazioni della vita, cosa che non ero mai stata in grado di fare. Ho potuto verificare questo nel concreto quando qualche mese fa è andato in cielo mio papà. In questa situazione ho affrontato la sofferenza con una forza che non sapevo di avere e certamente con la consapevolezza di avere Dio al mio fianco. Sono veramente felice che grazie alla Comunità posso imparare ogni giorno qualcosa di nuovo e che posso crescere come donna, donna che adesso ha tanta voglia di donarsi e condividere con tutti i miracoli che Dio ha fatto nella sua vita.