Martina e Andrea

 

martinandreaEccoci! Siamo Andrea, Martina, Emma Maria e Celeste, una famiglia nata e cresciuta nel cuore della Comunità Cenacolo
e che ora ha scelto di continuare a camminare nel mondo. La nostra storia è cominciata nel 2002 quando siamo entrati in Comunità senza fiducia nella vita e senza obiettivi, pensando
che la causa della nostra tristezza e della nostra tossicodipendenza fossero tutte le incoerenze che percepivamo
nella società. Nel nostro cammino Madre Elvira ha messo in noi il seme della fede e della speranza di poter ricominciare a vivere con la certezza che la nostra vita potesse rinascere come dono per gli altri. Dopo qualche anno di cammino ci siamo conosciuti nelle fraternità di Medjugorje e ci siamo innamorati
l’uno dell’altra, lasciando che la fede e la Comunità guidassero
i nostri passi come fidanzati e poi come famiglia. Abbiamo mantenuto sempre aperto il cuore a Dio per capire quale fosse la nostra vocazione e dopo alcuni anni di vita comunitaria, non senza difficoltà e dubbi, abbiamo sentito forte la chiamata ad essere una famiglia nel mondo, proprio in quel mondo che abbiamo sempre rifiutato. Il cammino comunitario ci ha allenati quotidianamente a vivere il sacrificio, il dono di noi stessi, il
lavoro, la preghiera, l’attenzione agli altri facendo l’“angelo custode”, altre volte attraverso gli impegni e le condivisioni con i fratelli e le sorelle. Oggi quella scuola di vita è fondamentale per vivere il nostro rapporto di coppia e per l’educazione delle nostre figlie; continuiamo a essere gli “angeli custodi” gli uni per gli altri, e anche le revisioni di vita non mancano mai! I consigli di Madre Elvira di non tornare nei paesi dove avevamo
vissuto le tenebre sono stati preziosi poichè hanno lasciato lo
spazio e il tempo di ricostruire una fiducia ferita con le nostre famiglie e soprattutto verso noi stessi. Il primo periodo, nonostante l’entusiasmo, ci mancava molto la Comunità e le nostre figlie, abituate ai sorrisi e all’accoglienza dei fratelli e delle famiglie di Saluzzo, passeggiando per il nostro paese ci hanno chiesto: «Mamma, papà, perché nessuno ci sorride, perché nessuno saluta?». In quel preciso istante abbiamo realizzato che la nostra missione sarebbe stata quella di donare per primi un sorriso, un saluto o un abbraccio, un momento di ascolto e del nostro tempo alle persone che la vita ci avrebbe messo davanti. Non sono mancate le occasioni, a cominciare dai vicini di casa, dai colleghi di lavoro, dalle famiglie dei compagni di scuola delle nostre figlie. Fare il primo passo verso il prossimo ci aiuta a superare l’insicurezza
e la paura di essere rifiutati, di sentirci esclusi o giudicati. Sentiamo la necessità di essere coerenti con le scelte e lo stile di vita che abbiamo imparato in Comunità, non ci vergogniamo di fare il segno della croce prima di mangiare quando siamo al ristorante, al lavoro o a scuola, o di andare controcorrente in alcune scelte educative per le nostre figlie, nel difendere i valori importanti della vita in temi attuali come l’accoglienza verso i più poveri. Questo ci rende liberi di essere noi stessi e ci dà la certezza di appartenere ancora alla
famiglia della Comunità. Sentiamo che Dio ci accompagna nelle nostre scelte quotidiane in modo fedele e concreto: la Provvidenza non smette mai di accorgersi dei nostri bisogni... dalle nuove famiglie di amici che camminano con noi nella fede, ai vestiti per Emma e Celeste... e ci stupisce sempre. Il Signore non ci ha mai lasciati soli. Nei momenti difficili, come
due anni fa quando Andrea ha dovuto affrontare un problema grave di salute, abbiamo sentito la vicinanza di Dio nel sostegno dei nostri amici, delle nostre famiglie e della Comunità. La vita è bella se lasciamo che il protagonista sia il Signore, ovunque noi siamo!