Sara


sara cheSono Sara, ho ventidue anni, vengo da Verona e sono molto entusiasta di condividere con voi che oggi mi sento un miracolo! Provengo da una famiglia cristiana, unita e semplice. I miei genitori non ci hanno mai fatto mancare nulla e non ci hanno mai dato più del necessario perché, essendo sette in famiglia, non potevamo permettercelo. Sono la terza di cinque figli e in me questo ha suscitato tanti paragoni e gelosie, che mi hanno fatto allontanare da papà e mamma e fatto perdere totalmente il dialogo con i familiari. Ho iniziato a mentire su ogni piccola cosa e a chiudermi sempre di più in me stessa, diventando irresponsabile e menefreghista verso la casa e la famiglia. La priorità della mia vita era unicamente l’apparenza fisica con l’obiettivo di piacere agli altri solo per come ero esteriormente, perdendo così me stessa e i buoni valori trasmessi dai genitori. Sono diventata sempre di più una ragazza “facile”, che accumulava tante ferite perché l’attenzione e l’amore che non riuscivo a sentire in casa li “mendicavo” dai ragazzi. I miei genitori cercavano in tutti i modi possibili di tenermi sulla strada giusta dicendomi tanti “no”, ma questo aumentava in me rabbia e ribellione. Mentivo continuamente e ho iniziato a rubare prima in casa e poi sul posto di lavoro. Rischiando di essere denunciata, mi resi conto di quante persone avevo deluso e di quanta fiducia avevo sprecato. Mi sentivo talmente sola, vuota e infelice che avevo perso la voglia di fare in ogni ambito: nello studio, sul lavoro e nello sport che amavo, la pallavolo. Cercavo rifugio ovunque, ma non in Dio. In più occasioni ho avuto la possibilità di chiedere aiuto a Lui grazie anche a dei pellegrinaggi fatti con la famiglia a Medjugorje, ma ero talmente chiusa e orgogliosa che rifiutavo tutto e tutti. Ma Gesù mi ha aiutato attraverso i miei genitori che si sono accorti della mia profonda tristezza. Ricordo che una sera del 2015 mio padre mi fece tre domande: com’era il mio andamento scolastico, come andava la relazione che avevo con un ragazzo e se ero felice. Alla terza domanda iniziai a piangere; mi proposero allora la Comunità Cenacolo e io acconsentii solo per scappare dalla sofferenza, dalle difficoltà e dalle persone che avevo deluso, e come favore ai miei genitori perché sentivo che glielo dovevo per riparare i miei tanti errori. Sono entrata nella fraternità di Spinetta e la prima cosa che mi ha colpito nelle ragazze era il sorriso che a me mancava. Guardavo le ragazze lavorare, pregare, cantare, sorridere, piangere... e non capivo da dove venisse tutta questa loro voglia di vivere la vita nelle sue diverse espressioni. Quando la ragazza che mi faceva da “angelo custode” pregava per me, percepivo quella pace e serenità che Dio poco a poco mi stava ridonando. Ero entrata ancora piena di “maschere”, mentendo continuamente, fingendo di stare bene, e non capivo come delle persone che non mi conoscevano potessero aiutarmi. Ciò che non capivo davvero era che Dio mi stava aiutando attraverso di loro. Il primo periodo è stato molto faticoso e ripetutamente in lotta con me stessa: ero “terrorizzata” dalla paura di soffrire e di guardarmi dentro nella verità. Mi veniva la tentazione di scappare, ma ero consapevole che, scappando dalla sofferenza, non sarei mai cambiata. Sentivo che Gesù in questi momenti di buio si avvicinava mettendomi la mano sulla testa e dandomi la forza di rimanere; oggi vedo i frutti e i cambiamenti avvenuti in me grazie alla perseveranza nel cammino. Ciò che mi ha dato forza è stata tutta la pazienza, la misericordia e la fiducia ricevuta dalle sorelle. Ora sono nella fraternità di Cherasco e sto vedendo tanti cambiamenti, sia nel rapporto con me stessa che verso i ragazzi: sto crescendo nella libertà, nella maturità e nella purezza. In questa casa ci sono delle famiglie e vedere la loro vita ha fatto rinascere in me il desiderio di formare una famiglia cristiana. Nel confronto con le diverse realtà di questa fraternità e con la luce che viene dalla preghiera quotidiana, voglio scoprire il disegno di Dio sulla mia vita. Ringrazio anche di poter partecipare al grupporecital, che mi aiuta ad avere più fiducia e sicurezza in me stessa; particolarmente mi aiuta a crescere nella fede, che tutt’ora è ancora piccola e instabile. Mi aiuta a credere che “Dio esiste e noi lo abbiamo incontrato!”, a credere che Gesù si è sporcato le mani per togliermi dal fango e per ridarmi il sorriso, la dignità e la bellezza della vita! Oggi ho solo da ringraziare per il dono della vita; ringrazio per quella che ero e per chi sono oggi, perché nel cambiamento che ho vissuto vedo il miracolo che Dio ha compiuto in me. Ringrazio la Comunità per questa “scuola di vita” che mi trasmette quotidianamente l’importanza di pregare, servire e donare. Grazie di cuore, Madre Elvira, perché nonostante la salute fragile ci sostieni sempre e ci trasmetti costantemente la presenza di Gesù con il sorriso, lo sguardo sereno e i tuoi semplici gesti di amore! Grazie, Gesù, per tutto ciò che hai operato in me e per il rapporto rinato con i miei familiari: se oggi li apprezzo, li abbraccio e prego per loro, è solo grazie a Te! Grazie perché mi hai fatto rinascere!
Sara