Mirela


mirelaVoglio testimoniarvi che la mia vita è un miracolo! Mi chiamo Mirela e sono cresciuta su una piccola isola in Croazia: nonostante la bellezza della natura, dentro di me sin dall’infanzia si sono creati tanti vuoti. Ho vissuto solo con la mia mamma, mio papà non l’ho mai conosciuto. Pensavo che tutto questo fosse normale, finché gli altri bambini non hanno incominciato a farmi domande alle quali non sapevo rispondere e mi hanno emarginato per le scelte di vita della mia mamma. Anche se lei è una donna stupenda, che ha fatto tanti sacrifici per educarmi bene, io non riuscivo a vedere tutto questo suo bene e il mio cuore si riempiva sempre più di rabbia verso di lei perché fissavo solo le sue povertà. Dentro di me “schiacciavo” tutto ciò che vedevo e giudicavo, facendo finta di niente, ma stavo male. Alla prima occasione, a quattordici anni, sono andata a vivere in città con la scusa della scuola. Vivevo una doppia vita: da una parte ero la brava studentessa, dall’altra un’adolescente ferita alla ricerca di se stessa. Ho provato di tutto solo per scappare dai sensi d’inferiorità che vivevo verso tutti: cambiando stile di vita, passando dallo stile  “dark” al buddismo, finché un giorno non sono finita a un “rave party”. “Era questo che cercavo”, ho pensato, “finalmente un posto dove nessuno mi giudica!”. Pensavo di aver trovato il senso della vita e non mi rendevo conto di aver aperto la porta alla morte. La mia vita è diventata una continua ricerca del piacere. In quegli anni ho vissuto tanto male fino ad arrivare alla dipendenza di eroina. Pensavo di essere la più furba del mondo e non vedevo che distruggevo la mia vita. Un bel giorno Gesù ha detto “basta” e ha toccato il mio cuore attraverso le parole di una mia amica. Ho sentito che Lui mi voleva dare quella pace che in fondo ho sempre cercato e così ho scelto di seguire quella voce. Ho incominciato a lasciare la droga ma la mia persona era distrutta dentro, non bastava solo quello. Nella sua bontà Dio mi ha fatto conoscere la Comunità a Medjugorje, dove Madre Elvira in un video diceva che la vita è preziosa. Ho sentito quelle parole come dirette a me, erano parole semplici e vere che riempivano i vuoti che avevo dentro; lì ho sentito la “chiamata” ad entrare in Comunità. Non è stato facile, ma l’amore che ho sentito e la spinta dello Spirito Santo hanno superato ogni ostacolo e paura. Entrata in Comunità i miei occhi hanno incominciato ad aprirsi e la luce, poco a poco, ha illuminato le mie tenebre. Ho visto che avevo costruito tutta una realtà falsa dentro la mia testa e nella mia vita per non soffrire, per non vedere la verità del mio “di dentro”. Riconoscere questo mi ha “stravolto” la vita, e ho sentito il bisogno di ricostruirmi, però questa volta in Dio. Sentivo dentro di me  la voglia di vivere una vita diversa, libera dalle paure, dai compromessi e dalle falsità. Ho chiesto al Signore nella preghiera di imparare ad amare e ho scoperto che la mia vita e le mie ferite, una volta guarite, potevano essere un dono per qualcuno. Ci sono stati tanti momenti difficili nel mio cammino, però ho capito che la vera intelligenza sta nel seguire il bene e così, con una parola di Madre Elvira che mi risuona nella mente, “resisti!”, ho superato le difficoltà crescendo nella fedeltà e nella forza interiore. E in quella fedeltà Gesù mi sta trasformando il cuore. Sono innumerevoli gli insegnamenti della Comunità e non basterebbe un libro per raccoglierli tutti, sono davvero una perla preziosa che Dio ha donato alla mia vita: dalle cose semplici che ogni donna dovrebbe sapere, come cucinare, cucire, pulire, coltivare l’orto... sino ai valori interiori come l’obbedienza, il silenzio, la verità, la libertà e l’amicizia vera. Oggi ringrazio per tutto ciò che ho sofferto nella mia vita, perché se non fossi passata da tutto questo, oggi non avrei trovato questo tesoro. Le lotte ci sono ancora ogni giorno, però oggi so che la mia vita non è stata uno “sbaglio”: credo che Dio mi abbia pensata e voluta ancora prima dei miei genitori. Sono anch’io una figlia amata!
Mirela