Sono Paul, ho ventotto anni e sono molto felice di poter raccontare la mia risurrezione. Vengo da una famiglia cristiana, che non mi ha fatto mancare niente e che soprattutto ha sempre cercato di trasmettermi la fede in Dio. Sono sempre stato abituato ad andare a Messa tutte le domeniche e a recitare qualche preghiera in casa. Quando avevo quattro anni ci siamo trasferiti dalla Polonia alla Germania, in una città vicino a Francoforte.
Mi ricordo bene che già da bambino ero molto chiuso, timido e stavo spesso da solo. Faticavo a costruire delle amicizie. Quando avevo quindici anni ho cominciato a bere con i compagni di scuola perché mi sembrava di sentirmi più accettato e volevo far parte del loro gruppo. Sia nel bere che a scuola e nelle altre cose, ho sempre cercato di apparire, di essere meglio degli altri perché in fondo mi sentivo inferiore e diverso. Quando a diciassette anni ho cominciato a fumare gli spinelli, pensavo di aver trovato il mio equilibrio. In quel periodo ho conosciuto una ragazza con cui sono stato fidanzato per un anno e mezzo. Pensavo che fosse una storia che sarebbe durata per sempre e mi sembrava di stare benissimo, 
invece ero molto bloccato e tante volte non riuscivo a esprimere ciò che provavo davvero. Piano piano mi sono chiuso sempre 
di più e dopo pochi mesi “fumavo” tanto da solo perché non stavo bene con me stesso. Litigavamo tantissimo e quando ci siamo lasciati ero convinto che nessuno poteva capirmi, ma intanto non parlavo con nessuno dei miei sentimenti feriti. Ero abituato a dire quello che gli altri volevano sentire e mi nascondevo dietro a tante bugie e maschere. I miei genitori vedevano che non stavo bene e mi hanno proposto il cammino della Comunità.
Mentre fino a quel momento ero abituato a fare soltanto quello che volevo io, quando sono entrato ho dovuto imparare a vivere con gli altri ed accettare modi e opinioni diverse dalle mie, a confrontarmi, a dialogare con verità. Pian piano le confusioni del passato si sono rischiarate ed ho imparato a vedermi ed accettarmi così come sono davvero. Nel vedere che gli altri non mi giudicavano e che io mi sentivo più vicino a loro, ho imparato a voler più bene a me stesso. Ho iniziato a parlare delle mie difficoltà e a chiedere dei consigli. Ho scoperto tanti lati di me che prima non vedevo o di cui mi vergognavo. Adesso so di essere una persona molto sensibile, anche se tante volte ho cercato di farmi vedere duro e indifferente.
Il rapporto con la mia famiglia è diventato più vero e maturo. Sono felice che anche loro si siano messi in cammino insieme a me. Li sento molto vicini anche se li vedo poche volte all’anno. Tante volte ho dovuto perseverare, lottare ed aspettare i tempi giusti per realizzare i miei desideri, mentre prima ero abituato ad una vita facile e comoda e alle prime difficoltà mollavo subito. Ho costruito delle amicizie vere ed ho conosciuto delle persone sulle quali posso contare sempre. Pian piano la Comunità è diventata la mia seconda famiglia: vivendo qui mi sento più vicino a Dio. So che posso essere in pace e contento anche senza tante cose materiali, e sono felice che oggi Gesù è presente nella mia vita.