ilariaSono Ilaria, ho ventun’anni e finalmente oggi ho tanta voglia di vivere, di scoprire chi sono e di fare del bene agli altri! Sono nata in una famiglia cristiana dove, però, la religione era una tradizione. Fin da piccola soffrivo di asma, e tra ospedale e casa la persona più presente nella mia vita era mia mamma; pur con le sue povertà, anche se a volte in modo troppo sentimentale e protettivo, mi ha amata. Spesso a scuola venivo presa in giro e il voler essere accettata dai miei compagni mi ha portata a mettermi le prime “maschere” e vivere le prime ribellioni. Ho dovuto frequentare le scuole superiori in montagna in un istituto per asmatici. Sentivo i miei genitori per telefono e mia mamma ogni tanto veniva a trovarmi. Pensando di poter fare quello che volevo, ho perso i pochi valori che avevo della vita. Ho conosciuto un ragazzo e sentendomi importante per lui ho fatto di tutto per non perderlo, provando con lui a fumare le prime “canne”. Dopo un anno di ribellione e “divertimento” sono tornata a casa, e poco dopo i miei genitori si sono separati. Questa situazione mi ha portata ancora di più a scappare dalla sofferenza con le “feste”, tra musica assordante e droga. L’egoismo era la normalità: non ho mai chiesto a mia sorella più piccola come stava. L’uomo che frequentava mia madre faceva il poliziotto e ha scoperto che usavo la droga. Allora sono andata a vivere da mio padre dove ho vissuto finché la verità non è venuta fuori: lì i miei si sono uniti per aiutarmi, con tanta volontà, perseveranza e pazienza. Per tre mesi ho fatto i colloqui per entrare in Comunità e all’inizio il cammino è stato difficile, soprattutto il vedere la verità di me. Ci sono stati momenti in cui mi veniva voglia di scappare, ma qualcosa di più forte mi faceva rimanere. Mi ricordo anche tanti bei momenti in cui mi sono sentita finalmente capita da qualcuno. Dopo due mesi ho visto per la prima volta i miei genitori alla Festa della Vita e ho chiesto se potevo tornare a casa. Il “no” di mia mamma mi ha fatto soffrire e ancora una volta puntare il dito contro di loro, ma ora mi rendo conto che è stata questa risposta a salvarmi ancora una volta la vita. Tornata in fraternità, ho continuato a vivere la quotidianità aspettando di poter scegliere cosa fare. Mi sono veramente sentita voluta bene da tutte le ragazze che vivevano con me e mi sono resa conto che se fossi uscita non avrei saputo cosa fare. L’estate successiva mia sorella è potuta venire a fare una breve esperienza con me: per la prima volta abbiamo parlato e ho capito quanto male ho fatto anche a lei; guardandola negli occhi, per la prima volta ho potuto chiederle scusa. Dopo poco più di un anno ho sentito l’amore e la fiducia della Comunità nel trasferirmi nella fraternità di Medjugorje. Questo mi ha fatto fare un bel passo: mi sono finalmente sentita a casa, ma la cosa che più mi ha aiutata è stato un dialogo con Cinzia, la responsabile, che mi ha chiesto se volevo rimanere la donna vecchia che ero stata oppure diventare una donna nuova. È stato difficile rispondere, ma quando ho scelto di voler essere una donna nuova ho finalmente iniziato a camminare! Ho vissuto tante belle crescite nel servizio e nel superare i miei limiti; ho sentito forte la presenza di Maria attraverso la pace che mi accompagnava nei momenti difficili. Ho potuto passare anche un po’ di mesi ad aiutare una ragazza autistica che mi ha fatto crescere nell’amore e nella maturità di capire i suoi bisogni.Ho scoperto che correre da una parte all’altra della casa tira fuori tanta vita, che già c’era ma era sepolta sotto la pigrizia. Guardandomi ora, mi rendo conto che tutto quello che Dio attraverso la Comunità mi sta donando non me lo sono né guadagnato né meritato: tutto è dono gratuito del Suo amore, quindi ho solo da ringraziare! Nel posto dove pensavo di “disintossicarmi” ho trovato ciò che chiamo e sento “casa”, una famiglia numerosa e in cammino come ho sempre sognato, ma soprattutto una vita che ogni giorno è nuova, che mi fa crescere, cambiare, migliorare, che mi fa scoprire quanto Dio ci ama. Mi fa scoprire che la vita è un’avventura da vivere e gustare ogni giorno per arrivare poi in Paradiso. Grazie, vi voglio bene!