Giovanni

 

giovanniPer prima cosa voglio dire un grande grazie a Dio per il prezioso dono della vita! Mi presento: sono Giovanni, ho venticinque anni, nato in provincia di Lecce e cresciuto a Brescia. Sono il quarto di sei figli; una famiglia numerosa nata dall’amore di papà Roberto e mamma Silvana, due genitori meravigliosi che ci hanno cresciuto ed educato sempre a dei valori buoni, sani e puliti, ma soprattutto cristiani. «Tutto è importante, ma una cosa è fondamentale nella vita: Gesù! »: quante volte ho sentito mia mamma dirci questa frase! Nel 2002, a causa del lavoro, ci siamo trasferiti a Brescia. Da subito ci siamo molto legati alla parrocchia di Fiumicello, ed è proprio qui, in questo oratorio, che sono cresciuto. Durante l’adolescenza ho vissuto dentro di me una grande lotta: da un lato c’era un Giovanni molto gioioso in famiglia, motivato per il bene, super impegnato con la vita dell’oratorio e con tanta voglia di pregare; dall’altra parte un Giovanni un po’ “mascherone”, pauroso, insicuro, con vergogna di essere cristiano e con poca libertà e verità quando si incontrava con gli amici, i compagni di scuola, la squadra di calcio… una lotta che grazie a Dio ho sempre affrontato con una coscienza che mi “spaccava”, che mi urlava forte. Oggi ho la certezza che quella voce mi ha salvato da strade pericolose, mi ha protetto dal male. Arrivato ai vent’anni, ho sentito forte nel cuore che dovevo cambiare, dovevo scegliere chi volevo essere! Non potevo più camminare con “i piedi in due scarpe”… volevo sentirmi più libero, più vero, più in pace, sia con me stesso che con le persone che avevo accanto, ma soprattutto con Dio che non mi ha mai abbandonato. Mi sentivo tanto in ricerca, bisognoso di risposte concrete da dare alla mia vita, alla mia fede. E il Signore non si è fatto attendere: ad agosto di tre anni fa con molto entusiasmo ho partecipato al “Deserto per i giovani” alla Certosa di Pesio, una settimana vissuta intensamente, piena, indimenticabile, dove è avvenuto “l’incontro” con i ragazzi della Comunità Cenacolo! Ragazzi con una luce particolare in volto, che mi raccontavano della loro vita, del loro passato di tenebra, ma soprattutto del loro presente di luce. Dal loro modo di essere, dai loro sguardi, dalle loro parole, traspariva una cosa che cercavo e che desideravo tantissimo: un’amicizia vera, profonda, spontanea con Gesù! Tornato a casa, dopo averci pregato su, con decisione e molta libertà, ho detto ai miei: «Voglio fare il cammino in Comunità! ». Mi sono sentito come attirato, in qualche modo chiamato, ma soprattutto bisognoso di mettere tutto da parte: desideri, prospettive future, affetti, per iniziare a camminare “dalle tenebre alla Luce”. Io non avevo “toccato il fondo” ma anch’io ho commesso errori; anch’io ero bisognoso di guarire dalle ferite, togliendomi maschere, scoprendo povertà e doni, abbattendo limiti, imparando a fidarmi, a vivere la verità, a perdonarmi e a perdonare, a saper fare sacrifici, ad amare e a lasciarmi amare, a soffrire, ad essere amico, a mettermi in ginocchio e pregare, a sentirmi libero, ad essere un po’ più responsabile, a saper ringraziare, ad abbassare l’orgoglio, ad accogliere ed ascoltare… Insomma, anch’io oggi mi sento al posto giusto, iscritto a questa bella “scuola di vita”; anch’io mi sento parte viva della famiglia del Cenacolo! Ed eccomi ora: da quasi tre anni ho il dono di essere in Portogallo, nella fraternità nata a Fatima, nella terra benedetta dalla “Mamma Celeste”. Nel primo periodo ho imparato tanto a conoscermi e a conoscere la Comunità, ma poi camminando un passo dopo l’altro sono sempre più entrato nel “vortice” del donarsi, dove più ti doni e più stai bene, più stai bene e più hai voglia di donarti… ed è proprio così che mi sto sempre più innamorando della mia vita! Sento di ringraziare di cuore la Comunità per avermi accolto ed ogni fratello che ho incontrato in questi anni, perché Gesù mi ha parlato tramite loro. Come quella volta in cui, capendo che dovevo guarire certe ferite, la risposta è venuta da un invito di un fratello a pregare una novena insieme... e come questo, molti altri momenti di amicizia vera. Un grazie di cuore va anche alla mia famiglia perché fin da subito mi ha sostenuto, accompagnato e incoraggiato a camminare. Il fatto della distanza è stato per entrambi una bella crescita, che ha portato sicuramente a intensificare sempre più il rapporto, a far passare tra noi tanta preghiera e a consolidare questo amore che ci unisce. Un grande grazie va anche a Madre Elvira! Non dimenticherò mai il 28 febbraio scorso quando ho ricevuto il dono di poter partecipare ad una Messa con lei. Il suo sguardo profondo, il suo sorriso libero, le sue espressioni e i suoi passi allegri, ma soprattutto il suo abbraccio avvolgente e affettuoso… mi hanno fatto sentire amato, protetto, “figlio di Madre Elvira”! E poi un grazie immenso va alla Vergine Maria perché mi ha voluto qui a Fatima, vicino al suo Cuore Immacolato, per vivere crescite e momenti straordinari, per farmi avvicinare sempre più a Gesù e per conoscere tanti amici e persone meravigliose, ma soprattutto perché qui riesco a sentirla più vicina! Ancora non trovo le parole per esprimere alcuni momenti vissuti nella “cappellina” delle Apparizioni al Santuario, soprattutto di notte, quando non c’è nessuno... un’intimità forte che mi ha fatto percepire la tenerezza e l’amore che la “Mamma del Cielo” ha per me, per noi! E per concludere, così come ho iniziato, il grazie più grande va a Gesù, perché mi ha portato in Comunità e qui mi ha fatto scoprire la sua Misericordia. È Lui il mio “migliore amico”, è Lui la risposta che ho sempre cercato, la forza che ogni giorno mi fa dire con libertà a me stesso e a chi ho attorno: «Dio esiste e io l’ho incontrato!».