Killian

 

kilianBuongiorno a tutti! Sono sorpreso di poter condividere con voi la mia storia. Mi chiamo Killian, ho ventidue anni e sono francese. I miei genitori si sono separati quando avevo tre anni, perciò non ho ricordi di averli visti uniti, insieme. Anche se vedevo ogni tanto mio padre, vivevo con mia madre e con mio fratello la maggior parte del tempo, e la figura paterna mi è sempre mancata. Un’altra cosa che mi ha fatto soffrire molto da piccolo era vivere in una famiglia povera, che aveva pochi soldi: mi vergognavo profondamente di questo. Ho vissuto tanti cambi di casa e di luogo di vita, e non mi sentivo mai a casa. Non ho mai parlato con mio fratello: avevamo due caratteri molto diversi e nessuno mi ha mai insegnato a condividere ciò che vivevo, ho sempre tenuto tutto dentro, “schiacciando” ogni cosa. Avevo così tanti “perché” senza risposta che a quattordici anni sono “scoppiato”: per due mesi, durante le vacanze, uscivo sempre per scappare da questo malessere interiore e trovare fuori quello che mi mancava in casa. Molto presto ho iniziato a uscire con persone sbagliate, che avevano più anni di me e con loro ho iniziato a fumare sia le sigarette che, lo stesso giorno, anche le “canne”. Ho cercato un lavoro per guadagnare qualche soldo e poter uscire più spesso, e così rientravo a casa quando volevo e nessuno mi impediva di farlo. In quel momento della mia vita pensavo di aver trovato la felicità, però mi sbagliavo. Molto presto ho iniziato a provare altre droghe, ho iniziato a vendere la droga per procurarmi i soldi in più che non avevo e sono arrivati i primi problemi con la polizia. A sedici anni ho provato per la prima volta l’eroina e da quel momento sono caduto sempre più in basso: sono stato bocciato alla maturità, ho perso il lavoro e dopo un po’ non ero neanche più capace di lavorare; ho perso tanti “amici” e la ragazza; pesavo 45 kg, ero un “morto” che camminava. Ho pensato che era tutto finito. Invece, mia madre ha provato ad aiutarmi proponendomi di tornare a casa ma con l’impegno di entrare in Comunità, altrimenti sarei rimasto per strada. Così, il giorno dopo il mio compleanno, ho iniziato i colloqui e le “giornate di prova” nella fraternità di Lourdes. Dopo otto giorni non facili, ho scelto di entrare e provare per tre mesi: per la prima volta in vita mia mi sono sentito capito e accettato com’ero; vedevo che c’erano persone con un passato molto più difficile del mio che provavano a ricostruirsi e, sopratutto, ho visto la speranza negli occhi degli altri ragazzi. Anche se all’inizio non ci credevo molto, sentivo che dovevo rimanere per capire. Il primo grande passo che mi ha fatto cominciare il vero cammino comunitario, quello di vedersi nella verità e non scappare più ma cambiare, è stato a tre mesi di Comunità: un fratello mi ha aperto gli occhi dicendomi che in tre mesi nessuno aveva visto il “vero Killian”, ma soltanto delle “maschere” e che, come un camaleonte, cambiavo personalità a seconda delle persone con cui stavo. Lì ho capito che dovevo imparare ad essere me stesso con tutti e, soprattutto, che non dovevo più scappare dai momenti difficili per guarire le mie ferite e stare bene. Un giorno un fratello mi ha detto che la parola che mi descriveva meglio quando sono entrato era “indifferente”: questa parola è rimasta nella mia mente e tutte le volte che pensavo di non farcela, di chiudermi nell’indifferenza verso la vita, mi dava la forza per andare avanti. Non volevo più essere indifferente a me stesso e agli altri! L’incoraggiamento e le verità ricevute dai compagni di cammino, date come da dei fratelli maggiori, sono state l’aiuto più grande ad andare avanti: l’amicizia gratuita e sincera mi ha fatto comprendere che posso contare sugli altri. Oggi ringrazio la Comunità e tutti i fratelli incontrati nel cammino perché è grazie a loro che ho potuto cambiare, passando dall’essere un ragazzo senza vita, senza emozioni, a un ragazzo oggi felice di vivere, che nonostante le fatiche di ogni giorno riesce a volersi bene e a voler bene. Ho potuto conoscere di più anche la mia famiglia, a renderla più unita, a perdonarmi e a perdonare gli altri. Oggi posso gioire delle piccole cose e voglio camminare nella luce!