Questo percorso insieme a mio figlio Armando mi sta aiutando a cambiare il modo di vivere, mi sta facendo vedere tante cose che prima non vedevo, specialmente nell’ambito familiare. Una volta non riuscivo a parlare con i miei figli, tenevo tutto dentro di me, ero un “orso in una caverna”. Non comunicavo per niente e i miei figli - lo capisco oggi - si chiedevano se ce l’avessi con loro. Mio figlio pensava: “Forse ha qualcosa con me perché non mi parla mai! Non lo so cosa ho fatto di male per avere un papà che non mi guarda mai!”. Invece io non ci pensavo proprio minimamente a queste cose, davo tutto per scontato: “È mio figlio, io lavoro, lo faccio star bene, e lui mi vuole bene”. No, non è così! Mi sento di dire a tanti genitori che non devono solo pensare a curarli “fuori”, ma ad amarli di più, stare loro più vicini, avere il tempo di ascoltare i loro problemi, chiedere e non dare tutto per scontato. “Se c’è qualcosa, mio figlio me lo viene a dire”, pensavo, ma non è vero perché non ti dice niente se tu non lo ascolti. Oggi cerco di parlare con i miei figli, di avere un dialogo, sempre aiutato da mia moglie. Piano piano sto cambiando grazie alla preghiera e ai gruppi dei genitori. Ho avuto anche il dono di fare un’esperienza in Comunità con mio figlio. Mi è piaciuto molto quel periodo a Lourdes perché ho potuto condividere con lui tante cose che prima, in tanti anni, non ci eravamo mai detti.

papà Gianpaolo

Non è facile quando tuo figlio entra in Comunità, perché ti metti in discussione come genitore e devi mettere da parte l’orgoglio e accettare il “fallimento” educativo. Noi abbiamo avuto fiducia nella Comunità perché non ci siamo sentiti soli. Abbiamo affidato nostro figlio perché aveva la morte nel cuore e noi non lo potevamo più aiutare. Ci siamo messi in discussione cominciando un cammino con lui, andando agli incontri insieme ad altre famiglie. Pian piano sono emerse le nostre fragilità, non solo di coppia ma individuali, che inevitabilmente abbiamo trasmesso ai nostri figli. Con l’aiuto del gruppo dei genitori, che è molto unito, le stiamo superando grazie alla preghiera e alla fede che abbiamo riscoperto, quella fede che non credevo potesse risollevarmi. Oggi mi sento un genitore nuovo, una madre risorta e più credibile.

mamma Cinzia