Manuela

manuela

 

Sono Manuela, ho trentasei anni e provengo da una famiglia cristiana nella quale ho ricevuto una buona educazione, vivendo un’infanzia tranquilla. All’età di diciotto anni c’è stata una grande rottura nel rapporto di fiducia con i miei genitori, che mi ha portato ad andare via di casa. Pensavo che fosse la decisione più giusta per la mia vita, ero convinta che fosse una scelta di libertà e che non dovevo più rendere conto a nessuno della mia vita. Il mio carattere impulsivo e troppo diretto mi ha portata a credere solo in me stessa, ai soldi e alla mia carriera. Gli anni passavano e la mia paura di restare sola aumentava, ma il mio desiderio di indipendenza era più forte. Il lavoro occupava tutta la mia vita e quando ho finalmente aperto un’attività, credevo di aver raggiunto il mio traguardo e la stima delle persone che mi circondavano. Proprio qui mi sono, però, resa conto di quanto tutto questo non valesse niente: attraverso la morte di una persona a me molto cara, il mondo mi è caduto addosso. Non ho avuto né il coraggio né l’umiltà di chiedere aiuto e mi sono rifugiata nella cocaina e nelle compagnie sbagliate. È stato tutto un turbine di male che mi ha avvolta fino ad arrivare a cadere nella dipendenza totale e ad avere dei seri problemi con la giustizia. Il Signore ha voluto salvarmi donandomi la forza di scappare, nel vero senso della parola, dalla realtà terribile in cui sono caduta. Ho avuto la fortuna di avere sempre al mio fianco i miei genitori, che non hanno mai smesso di amarmi e di credere in me. Mi hanno indicato la Comunità come unica strada possibile. I primi mesi non sono stati facili e pensavo di non farcela, ma sono rimasta per i miei genitori e per la mia dignità. Sono poi stata trasferita a Lourdes e lì ho “incontrato”... la Madonna, che mi ha come abbracciata aiutandomi a riaccogliere la mia storia. Una delle tappe più importanti nel mio cammino di rinascita è stata quella di rendermi conto di quanto fossi legata a mio padre e a quello che lui pensasse di me, e di quanto questo era diventato per me un limite nell’essere me stessa con gli altri e soprattutto con lui. Vivevo in funzione del suo pensiero. Oggi vedo che è entrata una grande luce in questo rapporto e c’è tanta più libertà reciproca. Grazie ad alcuni giorni di esperienza vissuti insieme a mia mamma in Comunità, ho potuto ristabilire, tra sorrisi, lacrime e condivisioni, un rapporto di fiducia e di rispetto tra madre e figlia, facendo luce su tante situazioni del passato. Questo mi dona oggi la serenità nell’affrontare e vivere il presente e mi aiuta a guardare al futuro senza imbarazzo e in piena libertà. Attraverso il cammino non sempre facile e nei momenti di sofferenza, ci siamo avvicinati di più al Signore e Lui è entrato nelle nostre vite e ha agito nei nostri cuori. Ho riscoperto la gioia nelle cose semplici e quotidiane, la bellezza dell’amicizia nella verità e la volontà di ricominciare ogni giorno con la speranza nella misericordia di Dio. Grazie alla preghiera personale e comunitaria riesco a guarire le mie ferite e a trovare la pace per affrontare le situazioni che accadono. I momenti di preghiera più intensi li vivo quando sono dinanzi alla grotta di Lourdes, dove mi abbandono completamente a Maria,  sentendomi una figlia amata. Ringrazio la mia famiglia per il loro appoggio e per la volontà di camminare insieme a me, con totale fiducia nel Signore che ci ha salvato e nella Comunità che ci ha accolto. Ringrazio per la fiducia e l’amore che sento ogni giorno da parte delle sorelle che camminano con me, perché mi aiutano a crescere nella verità: voglio diventare una donna umile, capace di mettere i suoi doni al servizio degli altri.