Ebbo


ebboMi chiamo Ebbo, ho trentacinque anni e sono un “figlio” della Comunità Cenacolo. Due anni fa sono stato ordinato sacerdote nella diocesi di Münster in Germania. La mia famiglia è stata una famiglia ferita per la dipendenza di mio padre dall’alcool. A causa di questo c’erano tanti scontri e un’atmosfera oppressiva. Anche in tema di fede la mia famiglia non era unita perché mio padre non andava in chiesa. Mia madre, invece, era fedele alla preghiera e cercava anche di trasmettere la fede alle mie quattro sorelle e a me. Crescendo ero molto chiuso ed introverso, così tante volte mi sono sentito solo e non avevo nessuno con cui condividere le mie difficoltà. Cercavo di essere accettato dagli altri e di trovare la felicità nello scappare dalla realtà. Alla fine ero preso dall’illusione e dalla tristezza. Anche la vita cristiana mi sembrava sempre di più un peso e così mi sono allontanato dalla fede. Anche se pregavo e andavo a Messa, nel cuore mi sentivo sempre più lontano da Dio. Quando avevo dodici anni mio padre si è ammalato di cancro. Durante la sua malattia ha cominciato a cambiare: ha smesso di bere, si è riconciliato con la famiglia e alla fine anche con Gesù e con la Chiesa. Prima della sua morte ha confidato a mia madre che il suo ultimo anno di vita, nonostante la malattia, era stato l’anno migliore della sua vita. Nonostante io vedessi il suo cambiamento, dentro ero chiuso, non cambiavo. Quando avevo sedici anni ho conosciuto la comunità cristiana “Totus Tuus” e per la prima volta vedevo giovani che vivevano la fede con gioia. Grazie all’incontro con loro e attraverso la preghiera, pian piano ho iniziato ad aprire il mio cuore a Gesù e alla sua voce. Durante un pellegrinaggio a Medjugorje per la prima volta ho conosciuto la Comunità Cenacolo ascoltando alcune testimonianze. Mi sono chiesto che cosa volessi fare con la mia vita: anche se ero interessato a qualcosa di artistico, come fotografo o attore, sapevo che solo vivere totalmente per Dio poteva riempire il mio cuore. Così, ho incominciato con due amici a studiare teologia. Gli studi mi piacevano molto, però non mi sentivo pronto per fare dei passi concreti verso il sacerdozio. Ancora tante paure mi bloccavano e mi impedivano di sentirmi libero nel rapporto con altri. Una mia conoscente era entrata in Comunità qualche mese prima e vedere il suo cambiamento mi ha confermato nel cercare aiuto. Finiti gli studi sono entrato nella fraternità dell’Austria. Iniziando il cammino e vivendo con i fratelli in casa mi sono sentito proprio al posto giusto. Ho incontrato una realtà che mi insegnava a vivere la vita. La vita quotidiana mi faceva vedere meglio chi ero. I fratelli mi aiutavano a confrontarmi con i miei limiti, che prima non ero in grado di vedere bene. Un momento forte è stato un dialogo con Madre Elvira in cui ho aperto il mio cuore e lei mi ha parlato con tanta tenerezza materna, incoraggiandomi tanto. Ho visto e sentito il suo amore, ma ho percepito che in quel momento Gesù mi amava attraverso di lei. Questo momento mi ha dato una forza grande per il mio cammino. La vita comunitaria mi ha arricchito: l’amicizia, la condivisione, il lavoro, la revisione di vita e il ritmo di una vita sana, ma anche gli incontri con i ragazzi di altre case, le feste e i ritiri spirituali sono stati un bagaglio di vita vera. Ripensando oggi al tempo passato in Comunità, riconosco che è stato per me un dono grandissimo e una “scuola di vita”. Tantissime situazioni vissute nel percorso comunitario mi servono oggi per vivere bene il mio servizio sacerdotale; oggi so quanto mi serve la preghiera personale di buon mattino, vedo che ho bisogno di condividere le mie difficoltà con gli amici e so che la felicità non si trova nelle cose ma nel donarmi e nel fare bene i miei lavori. Gli anni in Comunità sono passati velocemente e sono molto grato per le esperienze che ho potuto fare nelle case in cui ho vissuto. Tutto questo mi ha preparato alla vita missionaria che vivo oggi qui in Germania. Spero che la Madonna ci doni un giorno una casa del Cenacolo anche in Germania perché tanti giovani possano riscoprire la bellezza della vita. Sono felice di essere parte di questa grande famiglia che mi accoglie sempre con gioia, prega per me e mi vuole bene. Grazie, Madre Elvira, per il tuo “sì” all’amore! Grazie fratelli e sorelle della Comunità per il vostro bene!