Sara

 

sara2Sono molto felice di far parte di questa grande famiglia del Cenacolo, dove ho ritrovato Maria come madre e un papà, Dio, a cui posso sempre far riferimento ogni giorno. Sono Sara, vengo da una famiglia cristiana e da piccola facevo parte di gruppi di preghiera, recital cristiani e scout. Insomma, apparentemente tutto bello e a posto, ma i litigi tra i parenti, le divisioni e il disaccordo mi hanno portato ad una ribellione verso Dio e a chiedermi: “Ma se Dio è pace e amore, perché allora in famiglia c’è la guerra?”.
Così, mi sono allontanata dalla fede. In casa, poi, sentivo parlare tanto del fatto che non c’erano soldi e vivevo forte questa preoccupazione dei miei genitori. Alle scuole medie spesso ero vittima del bullismo, ma a casa non dicevo mai nulla per non far pesare anche questo problema ai miei. Ho cominciato a pensare che la mia vita non valesse nulla e volevo farla finita. Incontrando il falso mondo della droga, è iniziato il mio declino. Avevo trovato un diversivo alle mie sofferenze; iniziai a vivere una vita di sballo pensando che la vita fosse solo divertimento, usando qualsiasi tipo di droga, fino all’eroina. Non ero mai soddisfatta e felice, ero sempre alla ricerca di qualcosa di più, fino al giorno in cui la polizia mi ha fermato. Lì mi sono vista passare la mia vita davanti, con un senso di nudità totale e di vergogna.
Di fronte al silenzio di delusione dei miei genitori, la mia coscienza ha cominciato ad “urlare”. Più volte mio padre mi aveva proposto la Comunità ed è stata l’unica persona che mi ha detto la verità in faccia: la sua perseveranza mi ha fatto credere che la Comunità era la soluzione. Vedere i miei genitori uniti nel volermi aiutare mi ha dato una forza in più nell’iniziare un cammino.
Sono entrata qualche giorno prima di Pasqua e durante la veglia ho iniziato ad aprire il mio cuore a Dio e a dire: “Signore, io non so se credo, ma se ci sei aiutami!”. Ho cominciato a fidarmi delle persone che mi erano accanto grazie al loro esempio nel pregare non solo con la bocca ma con gesti di carità, al loro saper tacere per non creare inutili litigi, al chiedersi scusa e alla misericordia verso di me. È stato difficile accettare di vivere un tempo con sole ragazze, dato che il gruppo di amici che frequentavo prima era di soli ragazzi perché non accettavo il mio essere donna. Quando venivo corretta dalle ragazze per il mio modo di fare, quando mi dicevano chi ero e le mie povertà, mi sono resa conto che in fondo non sapevo chi fossi... avevo bisogno di imparare a conoscermi.
Dopo qualche mese in Comunità, però, ero comunque decisa ad andare via perché mi bastava stare bene fisicamente. Ma al primo incontro con la mia famiglia è successa una cosa del tutto inaspettata: l’abbraccio di una madre che ritrova la figlia e della figlia che ritrova la madre. È stato un momento così importante che, attraverso quell’abbraccio, ho sentito l’amore di Dio per me. Non potevo andarmene, non volevo perdere ciò che stavo appena ritrovando. Volevo smetterla di scappare di fronte a me stessa. Più andavo avanti nel cammino e più sentivo che Dio stava facendo pulizia nel mio cuore, ridonandomi una pace cercata da tempo e la voglia di vivere davvero!
Ma la vera scoperta l’ho vissuta nel volontariato missionario: è bello essere stata amata da Dio attraverso gli altri e la Comunità, ma è ancora più bello essermi messa al servizio di Dio per amare gli altri. Sono una ragazza molto attiva e dinamica, ma tante volte non ero capace di fermarmi e con le bambine spesso mi mancava la pazienza. Un giorno, parlando con una delle nostre adolescenti, ho capito che ero io che dovevo cambiare, non loro. Così, mi sono messa alla loro scuola, ho cominciato a mettermi in ascolto della vita e questo mi ha dato una gioia nel cuore ancora più grande. Ancora oggi mi sento in cammino per radicare questa gioia di dono gratuito nella quotidianità.
Grazie, Madre Elvira, perché ho ritrovato la mia dignità e il vero valore di essere donna. Grazie perché ho imparato un nuovo modo di vivere, riscoprendo la vocazione che Dio ha pensato per me. Oggi posso vivere in pienezza, coltivando ogni giorno dei desideri di bene e finalmente puliti per il mio domani; sento che la vita dentro di me mi chiede di lottare per qualcosa di bello. Grazie soprattutto per il grande dono di riscoprire un Dio Padre, pronto all’ascolto: posso mettere tutto nelle sue mani, perché ora so con certezza che Lui vuole solo il mio bene.