Dardan

 

dardanSono nato e cresciuto in Kosovo nella città di Pristina. Nella mia infanzia, con i genitori e mio fratello più piccolo, sono cresciuto circondato da una vita semplice e ricca di valori umani, anche se in quei tempi si viveva nella paura e nella tensione per via della guerra. Ho avuto un buon esempio di vita da parte di mia madre che si prendeva cura degli altri, specialmente di quelli che in quei tempi erano più tribolati e si trovavano emarginati dalla società. Ancora oggi ho il ricordo di un’infanzia piena e gioiosa. Nel corso degli anni, la situazione in famiglia è peggiorata, soprattutto per la crisi economica che stavamo passando. Si sentiva un’atmosfera di rabbia per la guerra e per le conseguenze disastrose che aveva portato. Anche se giovane, ero molto cosciente di quello che stava succedendo, ma non sapevo come confrontarmi con la realtà; così, tante volte mi sono nutrito di negatività e mi sono chiuso in me stesso per fuggire dalla realtà che mi circondava.
Lì sono iniziati i miei sbagli e le mie prime bugie. La tappa successiva è stata scoprire altre “vie” di fuga: la droga e le amicizie superficiali. Ho cominciato a seguire l’esempio di gente più grande che viveva una vita comoda e facile, senza preoccupazioni. Trovavo in quello stile di vita un fascino che mi attirava. Però, in fondo, quel fascino proveniva dallo sfruttamento degli altri, dall’egoismo e dalla violenza. All' età di sedici anni avevo una grave dipendenza dall’eroina e avevo rovinato il rapporto con la mia famiglia, fino al punto di essermene andato di casa.
Non si trattava più di divertimento: ero disperato e senza morale, non vedevo più niente di buono e di bello nella vita. In quel momento, ho sentito per la prima volta profondamente il bisogno di gridare aiuto. Non sapevo a chi rivolgermi, ma volevo cambiare. Proprio in quel periodo ho conosciuto un ragazzo che era stato in Comunità e che voleva aiutarmi.
Mi sono preparato velocemente e sono entrato in Comunità in Croazia, nella fraternità di Vrbovec. Sono stato accolto con tanta benevolenza e gratuità da tutti i ragazzi, specialmente dal mio “angelo custode”, il ragazzo che si è preso cura di me all’inizio. Ero stupito della loro pazienza e dell’amore che avevano verso di me. Il loro affetto mi faceva tornare a vivere, a sorridere, a gioire del lavoro, a vivere la serenità del cuore, a instaurare un nuovo rapporto con quel Dio che avevo rinnegato per anni. Sono grato di aver vissuto il mio cammino vicino a don Ivan, da cui ho potuto imparare l’essenzialità della vita comunitaria, e questo è stato un dono che mi ha arricchito. Sono riuscito a riacquistare quello che avevo perso nella mia gioventù; anzi, posso dire che oggi la  mia vita trabocca di gratitudine verso tutti quelli che mi hanno aiutato a tornare sulla via giusta.
Riconosco in tanti amici il tocco di Dio nella mia vita, e quel tocco l’ho sentito particolarmente vicino nella solennità di “Cristo Re dell’Universo” lo scorso anno, giorno in cui ho ricevuto i Sacramenti dell’iniziazione cristiana, Battesimo, Cresima e Comunione. È stata una nuova pagina nella mia vita, una pagina di luce che voglio scrivere con la mano di Gesù e Maria. Oggi vivo nella fraternità “San Michele” a Zagabria, insieme a dei ragazzi che stano facendo i passi di rientro nel “mondo” dopo il percorso comunitario, in una realtà di vita che mi chiede maggiore maturità e perseveranza nel vivere i valori ricevuti in Comunità. È una nuova sfida, una nuova possibilità per crescere come uomo e come figlio della Comunità. Grazie.