Simone

SIMONE
Mi chiamo Simone e sono felice di poter condividere con voi la mia storia e soprattutto di poter testimoniare tutto ciò che il Signore ha compiuto nella mia vita. Sono cresciuto in una famiglia umile e semplice, e i miei genitori mi hanno sempre insegnato dei sani valori e dei principi che, nel corso dell’adolescenza, ho smarrito velocemente. Spesso la “parte sensibile” del mio carattere mi faceva soffrire e non mi sentivo libero con le persone che avevo intorno a me. Non mi accettavo per quello che ero e così ho iniziato a scegliere, in ogni difficoltà, il modo più semplice per scappare. A scuola ho iniziato a fare le prime “cavolate” e, senza rendermene troppo conto, in poco tempo mi sono perso. Volevo essere accettato e rispettato, così ho conosciuto il mondo della droga. In quel mondo, facendo quello che facevano gli altri, non mi sentivo più solo né diverso dagli altri. Quando all’età di sedici anni ho perso mio papà, mi sono chiuso nel mio dolore e in famiglia c’è stata una separazione ancora più netta, fatta di anni e anni di silenzi, di cose non dette e, da parte mia, di tanto rancore. Ho messo ancora una volta una di quelle che in Comunità chiamiamo “maschere”. Non volevo mostrare agli altri che soffrivo e, così facendo, cercavo sempre nuove esperienze di “fuga” da me stesso. Ho iniziato a frequentare persone più grandi di me e così sono cresciuto molto più in fretta degli altri, perdendo tanti passi della mia adolescenza. Avevo diciotto anni quando sono entrato nel mondo dell’eroina, che è diventata il mio rifugio ma soprattutto la mia distruzione. Il rapporto con la mia famiglia andava peggiorando, tutte le relazioni che instauravo erano sbagliate e basate solo su qualche interesse, non avevo più amici e perdevo giorno dopo giorno la voglia di vivere: pensavo di non poter più uscire da quel “tunnel”. Quando, dopo diversi anni di quella vita, mi sono ritrovato veramente a toccare il fondo, la mia famiglia mi ha parlato della Comunità Cenacolo. Era un’idea che non accettavo e che soprattutto mi faceva paura, ma oggi credo che già in quel momento, in fondo al mio cuore, c’era la speranza di una vita nuova. Il Signore aspettava soltanto che stringessi la mano che Lui mi aveva teso. Quando sono arrivato in Comunità ero vuoto, triste, arrabbiato, stanco della vita, non avevo più sentimenti e non sapevo più chi ero. All’inizio pensavo di non avere la forza per affrontare questo cammino, invece adesso mi dico che la vita è bella anche perché in tanti momenti devo lottare e, ogni volta che cado, ho voglia di rialzarmi e di non fermarmi. Sperimento che ogni caduta diventa una perla preziosa per il mio cammino, un’esperienza che mi serve sempre per le prossime difficoltà che dovrò affrontare. Oggi ho ritrovato la voglia di lottare per quello in cui credo e, anche quando tutto mi sembra insuperabile, so che la strada che ho preso è quella giusta ed è l’unica che può veramente salvarmi. Ho fatto pace con la mia storia e mi sento perdonato per tutti i miei errori del passato, ma anche per quelli della vita di tutti i giorni. Oggi mi conosco meglio, più in profondità, ma tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto dei fratelli in cammino come me, i miei veri amici, che non hanno paura di farmi vedere chi sono veramente ma anche di abbracciarmi, di perdonarmi e di aiutarmi ogni volta che faccio fatica. Insieme a loro ho imparato ad essere vero, a capire quello che vivo, ma soprattutto a chiedere scusa quando sbaglio. Ma il dono più bello che ho ricevuto è quello di aver ritrovato e riscoperto la fede e soprattutto l’amico fedele, Gesù. A Lui posso donare tutto, le mie ferite, i miei pesi, le mie preoccupazioni, e Lui mi aiuta a portare tutto. Nei momenti di tentazione, quando barcollo, il dono della fede è per me un’ancora di salvezza alla quale mi posso aggrappare, sicuro di essere salvato! Anche con la mia famiglia ho fatto tanti passi di riconciliazione e di perdono: con loro sento un rapporto nuovo, più vero e più sano. Ringrazio tanto perché finalmente posso dire che amo la mia storia, la mia vita e quello che sono. SIMONE