Rose

 

roseSono Rose e vengo dall’Inghilterra.Da qualche anno faccio parte di questa famiglia e ringrazio il Signore per questo grande dono. Sono felice di condividere con voi la mia risurrezione. All’inizio sono entrata in Comunità solo per togliermi le mie dipendenze: non ho mai pensato di voler cambiare veramente la mia vita. Ho vissuto per anni nella superficialità, facevo uso di alcool e droghe ma nonostante questo avevo la mia indipendenza
economica; vivevo da sola e il fatto di non dipendere da nessuno mi faceva pensare di essere libera. Ho vissuto nella falsità nei confronti della mia famiglia, mettendomi tante “maschere” per nascondere i miei problemi. Nel profondo del mio cuore, però, ero vuota e triste e niente di questa vita mi rendeva felice. Le mie dipendenze crescevano e piano piano ho perso tutto: prima la mia dignità e poi tutte le “sicurezze” materiali. A quel punto ho dovuto chiedere aiuto alla mia famiglia che mi ha indicato la strada della Comunità. Quando  sono entrata nella fraternità di Cherasco, ho sentito subito tanta pace e la sensazione di essere nel posto  giusto, ma era difficile perché sentivo ancora la necessità di riempirmi di cose da fare per continuare a scappare da me stessa. Non volevo pregare perché avevo paura del silenzio e di dover affrontare i miei problemi. La mia coscienza mi diceva di provare a pregare, ma il mio orgoglio non me lo permetteva e vivevo dentro di me una grande lotta. Così, ho faticato tanto nel cammino. Sono tornata a casa dopo un anno e  mezzo, durante il quale avevo lasciato vincere il mio orgoglio, non mettendomi mai in ginocchio. Sono ricaduta presto e ho capito in poche settimane che dovevo tornare in Comunità. Abbassare il mio grande orgoglio è stato difficile, ma ho visto tutta la mia tristezza e ho sentito di non voler essere più così. La mia famiglia mi è stata accanto e mi ha accompagnata nella fraternità di Bartrès, vicino a Lourdes, dove ho incominciato a scegliere il bene per la mia vita. Dopo soli sette giorni dal mio rientro sono andata davanti alla Grotta di Lourdes e ho vissuto questo momento come un grande dono: ho sentito che dovevo provare a pregare, che per cambiare veramente dovevo inginocchiarmi e trovare la forza ai piedi di Maria e davanti al Santissimo Sacramento. Pian piano, ho cominciato a fare dei passi nella luce, che mi hanno fatto sperimentare la pace e la misericordia. Ho potuto ricominciare, ho potuto perdonarmi, e questo mi aiuta ancora oggi a guarire le ferite del passato. Nella quotidianità mi sento in famiglia e ringrazio perché attraverso la preghiera sento l’amicizia, tanto amore, l’unità, la fiducia, la misericordia, che mi aiutano a  ricominciare sempre, ad accogliermi e a crescere con tutti i miei doni e le mie povertà. Sento che sto diventando una donna vera e non sono più quella persona triste, senza speranza e arrabbiata; vedo i
passi che sto facendo nell’essere più paziente, più materna, più sorridente e più libera, e mi accorgo che ogni giorno di più imparo a donare me stessa, e sono felice. Ringrazio la Comunità perché in questo cammino ho ricevuto tantissimo, una vita nuova, sicuramente molto di più di quello che pensavo il giorno in cui sono entrata. Vorrei ridonare agli altri tutto quello che ho ricevuto gratuitamente. Con l’aiuto del Signore e di Maria vorrei realizzare tutti i buoni desideri che sono nati nel mio cuore in questi anni di cammino. Ringrazio la Comunità perché ogni giorno sto imparando a mettermi in ginocchio e a pregare. Grazie, Madre Elvira, per il tuo grande esempio di libertà. Grazie per tutto quello che hai fatto per noi e per tutti i tuoi insegnamenti sull’essere donne libere, con la loro dignità. Grazie perché qui Dio ha salvato la mia vita!