Claudia


Quando avrai diciotto anni, vieni a stare un po’ con me!», mi disse Madre Elvira alla Festa della Vita del 1999. Ero piccola e questo episodio mi è venuto in mente solo dopo alcuni anni di Comunità. Ricordarlo mi fa sentire amata e pensata da Dio!

Mi chiamo Claudia, ho venticinque anni, vengo dalla Germania e i miei genitori sono polacchi. Siamo quattro figli, due nati in Polonia e due nate in Germania. Quando sono nata, i miei genitori non erano più così giovani, mia sorella e mio fratello erano grandi e tutta la famiglia si era appena trasferita all’estero. Papà e mamma hanno comunque avuto il coraggio di far nascere ancora me e mia sorella più piccola. Eravamo molto unite e per tutta la famiglia siamo state una grande gioia. Da piccole i nostri genitori ci trasmettevano i valori buoni e cristiani della vita: aiutare gli altri, condividere, essere onesti, avere fede, e tutto ciò si è impresso dentro di me. Il Signore poi ha permesso che mio fratello passasse per la tribolazione della tossicodipendenza e che entrasse in Comunità Cenacolo per salvare la sua vita. Questo ha portato anche noi ad andare più volte a Medjugorje, a partecipare a vari gruppi di preghiera e a respirare aria pulita e gioiosa.

Tanti ricordi belli si mescolano con ricordi dolorosi: i litigi tra i miei genitori e il vizio dell’alcool di mio padre. Da adolescente ero arrivata al punto di credere che la cosa migliore fosse la loro separazione: non vedevo amore tra mio padre e mia madre, non li ho mai visti abbracciarsi veramente. Inoltre, non mi sentivo capita e mi sembrava che la fede che ci trasmetteva nostra madre fosse lontana da quello che vivevo. Vedendo anche che i miei amici non avevano tante regole date dalle loro famiglie, mi allontanavo sempre di più anch’io dal bene credendo di essere più libera. Ho iniziato a dire le prime bugie, a uscire di nascosto e a imitare gli altri nel modo di essere, di vestire e nella musica. Seguivo i caratteri più forti perché non ero sicura di me stessa e cercavo l’approvazione degli altri. Grazie a Dio, il bene era radicato dentro di me e non ho smesso di andare in Chiesa, di fare volontariato e di partecipare ad attività creative e sociali. Ma lo facevo per mascherarmi, per sentirmi “a posto” e per vivere una finta pace con i miei genitori. Apparentemente ero la “brava ragazza”, aperta e solare, ma in verità vivevo in una grande falsità: in famiglia mi comportavo in un modo e con gli amici in un altro, e più il tempo passava più ero confusa al punto di non sapere più chi ero veramente.

Pensavo di aver trovato un posto sicuro al fianco di un ragazzo che poi è diventato il centro della mia vita. Ho dimenticato Dio, ho tralasciato tante amicizie e ho smesso con i miei hobby. Il mio obiettivo era divertirmi, sballarmi con l’alcool nel fine settimana, non faticare ed essere lasciata in pace: quella “pace dei cimiteri”, come la chiama Madre Elvira. Agli occhi degli altri non mi mancava niente, ma non ero felice e dentro stavo morendo. Questo momento di smarrimento mi ha portato al desiderio di qualcosa di diverso. Pensavo che un viaggio in un paese lontano avrebbe cambiato la mia vita: meno male che Dio a quel punto è intervenuto! Mio fratello mi ha proposto un’esperienza in Comunità e, anche se pensavo di non averne bisogno, mi sono fidata e ho detto “sì”. Oggi posso solo ringraziare perché vivo quella qualità di vita che cercavo da sempre e che riempie il mio cuore.

Dio sapeva che il mio cuore aveva sete di verità, di purezza, di semplicità, di gioia. Sono entrata con tante paure e complessi: vedere le ragazze gioiose, vere e libere, ha fatto nascere in me il desiderio di esserlo anch’io. Con la pazienza di Dio e di chi mi ha accolto, ho potuto liberarmi da tanti strati di “cemento” che coprivano il mio cuore. Ho ricominciato a cantare, a dipingere e a scoprire e sviluppare altri doni. Ho capito che la pigrizia e la falsità sono veleno per me, e che solo essendo vera e donandomi pienamente agli altri posso essere felice. Ho visto che l’amore vero va oltre gli sbagli ed è capace di ricominciare in ogni momento. Ho rispolverato tanti valori che
mi sono stati trasmessi da piccola e li ho fatti miei. Ricordo che appena entrata, una ragazza mi ha chiesto quali erano i miei desideri e io non sapevo cosa risponderle. Adesso sento che c’è un orizzonte spalancato davanti a me con tanti desideri belli, ma voglio compiere la volontà di Dio e non solo più ciò che io voglio. La cosa più bella è che ho ritrovato Dio, e con Lui ho ritrovato il senso della mia vita!

La mia storia, i miei sbagli, quello che sono... tutto è un bel mosaico che Dio sta ricreando e ricomponendo. Sto lottando per non scappare dalle responsabilità e dalle sofferenze, e per liberarmi dalle paure che a volte mi fanno inciampare. Nella preghiera, nella condivisione, nel chiedere scusa e nel sacramento della confessione ho imparato a rialzarmi dopo ogni caduta. Oggi sento la vita come un grande dono e non c’è tempo da sprecare! Veder sorridere una ragazza che entra triste e vederla riconciliarsi con la sua famiglia, è contemplare i miracoli di Dio intorno a me! Per la mia famiglia non è stato facile accogliere la mia scelta di rimanere di più in Comunità, ma questo mi ha permesso di comprendere che nelle scelte non bisogna per forza accontentare tutti, ma seguire la voce di Dio nel cuore. Mia madre e mia sorella più giovane hanno fatto un’esperienza con me e hanno visto la mia vita oggi. Desidero ringraziare Dio per il suo amore, perché mi ha preservato da tanto male e perché mi permette di vivere questa vita intensa!

Un grazie grande a mia madre che non ha mai smesso di pregare e fare dei sacrifici per tutti noi, e così le cose sono cambiate: mio padre non beve più, mio fratello ha una bellissima famiglia, mia sorella più grande si è riavvicinata alla preghiera ed io sto cambiando vita. Grazie anche alle ragazze che vivono con me, che mi accolgono e mi aiutano ad amare ogni giorno di più! Voglio sempre di più riporre la mia piena fiducia in Dio!