Angela


Sono Angela, ho trentadue anni e sono in Comunità grazie al mio fidanzato Alessandro. La mia vita è sempre stata abbastanza ordinaria; mi sono laureata in legge, lavoravo, facevo la catechista e l’animatrice, e tutto appariva bello e buono. Il mondo, la mia famiglia non aveva nulla da dire a riguardo, ma Dio molto probabilmente sapeva che ero alla ricerca di altro. Ho incontrato Alessandro nella mia parrocchia: lui era tossicodipendente e io, “santa”, pensavo di salvarlo da brava “crocerossina”, illudendomi che il mio amore avrebbe vinto anche sull’eroina, la mia grande antagonista e nemica. Ho combattuto fino a quando, sbattendo più volte la testa, ho capito che dovevo “perdere”. A questo punto mi sono messa nelle mani di Dio e insieme abbiamo capito che l’unica alternativa era che lui entrasse in Comunità. Abbiamo conosciuto la Comunità Cenacolo a Medjugorje durante un pellegrinaggio. All’epoca ci colpì il fatto che non si usavano medicinali particolari ma si basava tutto su un cammino di fede, di lavoro, di sacrificio. Quando Alessandro è entrato in Comunità la mia vita è stata “stravolta”. Ho iniziato gli incontri “Donna chi sei?”, grazie ai quali non mi sono sentita sola nell’affrontare le prime difficoltà e dove ho iniziato anch’io il mio cammino di rinascita. Il primo impatto con la Comunità non è stato facile perché per la prima volta qualcuno ha avuto il coraggio di dirmi che non ero poi così perfetta e che non avevo una così grande fede come pensavo. Sono andata in confusione, perché il “castello” o il personaggio che avevo creato di me iniziava a crollare. Pur nella sofferenza, sentivo quest’impulso di scoprire chi ero veramente e cosa dovevo cambiare. Dopo aver fatto due brevi esperienze di vita comunitaria, ho deciso di entrare perché la vita di fuori non mi bastava più. Ho scoperto di avere tante povertà, egoismi, menefreghismi, paure, ferite e maschere. Mentre scoprivo tutto questo, con l’aiuto delle sorelle, mi sono avvicinata di più a Gesù, mettendo davanti a Lui tutto ciò che ero. Davanti a Gesù Eucaristia tutto diventava più chiaro, più leggero, e per la prima volta ho sperimentato la grande Misericordia di Dio, che ti perdona definitivamente, ti consola, ti abbraccia e ti ama così come sei. Ho sperimentato tanta misericordia anche da parte delle sorelle e dei responsabili perché un po’ di “pasticci” li ho combinati anch’io, ma mi sono sempre sentita perdonata e accolta così com’ero, rinnovata nella fiducia. Questa misericordia ricevuta è stata un tesoro per me, fidanzata tradita più volte nella fiducia, per imparare ad essere anch’io misericordiosa e fiduciosa. Ho scoperto un mondo nuovo dentro e fuori di me, e questo mi sta donando una libertà interiore che mi dà una gioia profonda e indescrivibile. In questo tempo ho la grazia di vivere da qualche mese a Pagno con Madre Elvira e le suore: sono qui perché attendo di raggiungere Alessandro in missione, in Perù. Vedere Madre Elvira sta diventando la mia carica quotidiana: mi sta insegnando ad amare ciascuno in maniera esclusiva, come se fosse l’unico sulla terra. Lei fa così con tutti: quando ti guarda, guarda e ama solo te, è tutta per te. Mi sta insegnando a non fermarmi mai, ad avere la gioia sempre, a saltare, a ballare, a divertirmi, a consolare, ad abbracciare, a piangere, a pregare. Mi ha insegnato ad andare da Maria anche per le più piccole cose, e Maria c’è e cammina al mio fianco. Di tutte le attese vissute, questa è la più dolce e la più ricca di Dio. Adesso vivo la mia quotidianità in modo straordinario e abbastanza “stravagante”, senza pretendere di programmare tutto. È una vita divertente, dinamica e piena. Ringrazio la Comunità che mi ha fatto conoscere Gesù vivo; ringrazio per tutta l’educazione ricevuta e per la fiducia di poter partire per la missione. Ringrazio di cuore anche la mia famiglia che mi lascia libera di andare, di compiere la volontà di Dio e di realizzare la mia vita.