Serena


Voglio testimoniare che Gesù mi ha salvata e oggi è presente in ogni mia giornata, in ogni mio passo. Mi chiamo Serena, ho venticinque anni e ringrazio perché sono cresciuta in una famiglia semplice. Ho visto tanti sacrifici fatti per amore dai miei genitori; non ho ricevuto tante cose materiali ma, anzi, un’educazione alle cose sane e buone della vita. Ricordo che già da piccola ero una bambina sensibile verso le persone che soffrivano. Quando vedevo qualche malato e povero per strada sentivo dentro di me che dovevo avvicinarmi in qualche modo, ma mi scoraggiavo e, assorbendo le paure di chi mi era vicino, mi tiravo indietro, soffocando il buono che c’era in me. Sono stata circondata da persone che mi volevano bene e pretendevano il meglio da me, ma io “schiacciavo” tutto quello che vivevo senza parlarne con nessuno. Cominciavo a non ascoltare i consigli dei miei genitori, giudicandoli più antiquati di quelli dei miei amici e giustificando le mie ragioni. Sentivo nel cuore da sempre che ero fatta per qualcosa di buono, di diverso, ma non mi impegnavo a cercare la strada giusta o non la trovavo, e mi lasciavo andare alla pigrizia, dormendo gran parte della giornata. Questo mi uccideva dentro: ero giovane ma non sentivo la voglia di vivere. Mi pareva di essere limitata e non sapevo affrontare le mie paure, e così il male si è presentato presto nei piaceri e nell’inganno delle droghe, fino all’eroina. All’inizio sembrava la soluzione ai miei problemi: a sedici anni ho lasciato la scuola e ho incominciato a lavorare per gestirmi da sola, per poter fare così ciò che volevo. E facendo così ho cominciato ad allontanarmi dalla mia famiglia. In casa non c’era più pace ormai, non riuscivo, più a stare tra quelle mura e così, dopo lotte e litigi, i miei genitori hanno avuto il coraggio di mettermi con fermezza dinanzi a una scelta: o ammettevo che ero “a pezzi” e avevo bisogno di aiuto, o ero libera di andare fuori di casa. In quella confusione ho pensato: “Finalmente me ne vado, così farò quello che voglio!”. Ma per strada è continuata per poco tempo l’illusione di essere padrona della mia vita: il male ha girato le “carte” e mi sono ritrovata sola, sola dentro. Pensavo che anche Dio, se esisteva, si fosse stufato di me e che mi avesse dimenticata. In questo buio, però, una mamma buona c’era e mi proteggeva: Maria, che sicuramente ascoltava le preghiere di mia madre e vedeva le sue lacrime, unite alla sofferenza e alla lotta di mio papà e alla speranza delle mie sorelle che tornassi a casa. L’amore è stato più forte del male, sono tornata a casa affidando a loro la mia vita, che era ormai uno “straccio”. Non posso dimenticare gli abbracci che ho ricevuto! Ho sentito un’accoglienza e un perdono che non erano solo quelli umani. Dopo un mese sono entrata in Comunità, a Lourdes, dove la Madonna ha stravolto e ha conquistato il mio cuore, fino a farmi innamorare di lei, di Gesù, della mia vita e di quella degli altri. Tutto ha preso un senso. Quest’estate qualcuno mi ha detto: «La mia missione è mio fratello!» ed è quello che voglio vivere nel cuore ogni giorno: donare tutta me stessa, senza “ma” e senza “se”! Finalmente so che anch’io sono capace di amare, anche quando c’è da soffrire, e non ho più paura di fare un gesto d’amore o di carità. La Verità che incontro qui ogni giorno mi guida. Quando sono entrata in Comunità mi spiazzava sentire le sorelle che mi dicevano quello che vedevano di me, senza paura, però questo mi ha rafforzata rendendomi consapevole dei miei doni e difetti, avvicinandomi di più a Gesù. Lo incontro appena apro gli occhi al mattino, lo incontro nella sorella vicino a me, lo incontro in cappella in ginocchio chiedendogli il dono della fede e ringraziandolo per la mia vita. Non voglio lasciare spazio all’egoismo! Adesso so che non ci sono situazioni impossibili! Con la forza della preghiera fatta con il cuore, Dio mi salva, ci salva, trasforma ogni tenebra in luce! E non fa solo camminare, ma correre! Ringrazio tutte le persone che non hanno avuto paura del mio buio. Anch’io voglio vivere questo questo con gli altri! Grazie!