Il mio nome è Leonardo e sono contento di poter testimoniare la mia vita passata e presente, soprattutto la mia rinascita. Provengo da una famiglia cristiana dove sono sempre prevalsi i valori della vita e la fede in Dio. Sono il terzo di cinque figli, mio padre e mia madre hanno fatto sempre di tutto per non farci mancare niente, ma sin da ragazzo vivevo tante insicurezze e gelosie, cercando sempre di essere qualcosa in più degli altri. Nascondevo la mia identità nel farmi vedere come un ragazzo educato, disponibile in tutto e per tutti. Cercavo la considerazione degli altri, volevo essere importante. Quando avevo circa dieci anni ho cominciato a ribellarmi, volevo crescere in fretta per diventare presto qualcuno, e così le brutte compagnie mi hanno portato piano piano a conoscere il male. Prima l’alcool, poi i primi spinelli, quindi le droghe pesanti e infine vendere la morte: ero come in un vortice di male che mi trascinava sempre più in basso obbligandomi a vivere sempre più quel male di cui ero ormai schiavo, e io in quel tempo non mi rendevo conto di quello che stavo facendo. Ero accecato dal bisogno di soldi e dalla falsa felicità, che mi hanno portato sempre di più a toccare il fondo e a rimanere da solo. Anche gli amici più cari mi abbandonarono, perché il mio orgoglio non si abbassava a chiedere umilmente aiuto mai, neanche alla mia famiglia, alla quale per tantissimi anni avevo tenuto nascosta la mia dipendenza dalla droga.
Grazie all’aiuto di un’amica entrai in una comunità indicatami dai servizi medici, dove feci un cammino di circa tre anni. Pensavo di aver risolto il problema, ma di nuovo le compagnie sbagliate mi riportarono nel male. Corsi subito ai ripari; non volevo più soffrire come prima, ma soprattutto non volevo più far soffrire la mia famiglia, che in tutti gli anni vissuti nel male aveva sofferto tanto per me. La perdita di mio fratello Antonio mi fece aprire gli occhi: promisi a me stesso, ma soprattutto a lui che era salito al cielo, di non drogarmi più. Da allora non toccai più la droga, ma dentro di me cresceva il vuoto, mi sentivo solo, lontano dalle amicizie “di comodo”, e così cominciai a bere sino ad arrivare al punto di volerla far finita. Toccai per l’ennesima volta il fondo e così chiesi nuovamente aiuto alla mia famiglia. Mi fecero conoscere una mamma che aiutava le persone come me, e quando mi vide mi disse: «Andrà tutto bene, fidati di me».
Così feci i primi colloqui e conobbi la realtà della Comunità Cenacolo. Subito sentii l’abbraccio caloroso di tutti, ma soprattutto vidi la luce e la speranza: era la strada giusta da percorrere. Ringrazio il buon Dio che ha avuto pazienza con me in tutti questi anni vissuti nel male, ridonandomi la speranza di ritrovare la gioia di vivere. Pian piano nel cammino ho ricominciato a pregare, a conoscere Gesù sempre di più, ad aprirgli il cuore per guarire le mie ferite e le mie paure. Ogni giorno vissuto in Comunità è per me una grande benedizione. Vivendo una vita sincera e autentica, sono rinati in me tanti bei desideri puliti, veri e semplici. Dopo diversi anni di cammino ho chiesto di poter trascorrere un tempo di servizio e volontariato nelle missioni. Era un desiderio che portavo nel cuore: volevo donare un tempo della mia vita agli altri. Ancora oggi porto dentro tante belle cose che i bambini della missione del Messico mi hanno fatto scoprire. Il tempo missionario mi ha dato la possibilità di conoscermi meglio, di riscoprire la mia capacità di donarmi; allo stesso tempo mi ha mostrato le mie povertà e la necessità di dover costruire un rapporto quotidiano con Dio per essere costante nel bene. Tutto quello che ho vissuto in missione è oggi per me un grande tesoro. Tornato dalla missione, con la morte di mia madre mi sembrò che tutto mi crollasse nuovamente addosso: fu un colpo duro, che non riuscii subito ad affrontare nella fede e nella preghiera. Ma grazie ai nostri sacerdoti e a tutta la Comunità, ho imparato ad abbracciare quella croce, ad accoglierla e accettarla. Ci è voluto un po’ di tempo, ma sento che ho ripreso a camminare nella direzione giusta. Più di una volta ho vissuto delle difficoltà nel cammino, dei momenti di lotta interiore, però la misericordia di Dio e l’aiuto dei fratelli mi ha dato sempre la possibilità 
di rialzarmi e ricominciare.
Voglio ringraziare Madre Elvira e tutta la Comunità per avermi ridonato la vita e la speranza di essere un uomo nuovo.
Un grazie grande anche alla mia famiglia e a tutte le persone che hanno sofferto per me e che non mi hanno mai abbandonato.
Grazie a Te, Signore Gesù, per tutto quello che hai operato in me, ridonandomi luce e speranza. Grazie per la tua misericordia: aiutami a diventare sempre più buono e disponibile verso il prossimo, e ad essere una 
persona umile e vera.